Cogne è una valle che alle stagioni di punta – Natale e Ferragosto – affolla turisti, ma nei mesi più tranquilli la vita locale rallenta notevolmente. La discussione attuale ruota attorno alla proposta di costruire una funivia che colleghi il paese a Pila, con l’obiettivo dichiarato di rendere la località viva per tutti i dodici mesi dell’anno. Parallelamente, Pila S.p.A. ha pubblicato un bando per 25 posti di lavoro stagionali nella stagione invernale 2026-2027, una notizia che aggiunge un ulteriore elemento al dibattito.
Il dibattito sulla funivia Cogne-Pila
La proposta di una funivia è stata accolta con entusiasmo da chi vede in essa un volano per la destagionalizzazione del turismo. La logica suggerisce che, collegando Cogne a un comprensorio più favorevole alle condizioni climatiche, si possa garantire una più ampia offerta invernale anche con il mutare dei ghiacci. Tuttavia, molti osservatori avvertono che una singola infrastruttura non può sostituire una strategia globale che includa la crescita di settori estivi, la valorizzazione del patrimonio minerario e il potenziamento dei servizi per i residenti.
Quali scenari economici si prospettano?
Per valutare l’effettivo impatto della funivia, occorre esaminare dati concreti: stime di nuovi visitatori, incremento medio di pernottamenti e, soprattutto, la ripartizione delle spese tra turismo e attività locali. Senza queste cifre, l’obiettivo di “tutto l’anno” resta un’affermazione di principio. Inoltre, è fondamentale chiedersi quanta parte dei guadagni resterà a Cogne, piuttosto che evaporare in spese di gestione della nuova struttura o in investimenti esterni.
Le assunzioni stagionali di Pila per il 2026-27
Pila S.p.A. ha annunciato l’apertura di 25 contratti a tempo determinato per la stagione invernale 2026-27, distribuiti tra agenti di pedana, cassieri, pisteurs e autisti di macchine battipista. I posti, della durata di quattro-cinque mesi, sono inquadrati secondo il Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro del settore impianti a fune. L’iniziativa rappresenta un’opportunità per i giovani della zona, ma solleva anche interrogativi su come questi nuovi ruoli possano integrarsi in una visione più ampia di sviluppo locale.
Impatti sul mercato del lavoro locale
L’ingresso di 25 lavoratori temporanei può dare una spinta immediata all’economia, ma la loro permanenza limitata nel tempo non garantisce stabilità occupazionale. È quindi cruciale valutare se le competenze acquisite possano essere reimpiegate in attività estive o in progetti di riqualificazione del patrimonio edilizio, evitando così la creazione di una dipendenza stagionale dal lavoro invernale.
Un’ulteriore considerazione riguarda il mercato immobiliare: un aumento dell’afflusso turistico può far lievitare i valori delle case, trasformando abitazioni tradizionali in seconde case o in affitti brevi. Questo fenomeno rischia di rendere più difficile per i giovani trovare alloggi a prezzi sostenibili, contraddicendo l’obiettivo dichiarato di trattenere la popolazione nella valle.
Tuttavia, senza una visione che includa il recupero del patrimonio esistente, la diversificazione delle attività estive e politiche abitative concrete, si rischia di creare un circolo vizioso dove gli investimenti non tradurranno i benefici attesi per la comunità di Cogne.



