L’atmosfera in Valle d’Aosta ha fatto da cornice a una tappa che, sulla carta breve ma estrema nella sostanza, ha ridisegnato la giornata di corsa. Dalla partenza in piazza Chanoux fino alla salita finale, migliaia di tifosi hanno trasformato le strade in uno spettacolo a tinte rosa: cappellini, gadget e cori hanno accompagnato i ciclisti lungo i primi chilometri in uscita verso Saint-Christophe.
Un avvio festoso e la mappa della frazione
La partenza della frazione valdostana è stata scandita dal fermento della piazza centrale e da una leggera variazione sull’orario di scatto, ma ben presto la corsa ha preso ritmo. Il percorso Aosta-Pila si estende per circa 133 km, con oltre 4.350 metri di dislivello positivo, e prevede cinque importanti passi: Saint-Barthélemy (1ª categoria), Doues (3ª), Lin Noir (1ª), Verrogne (2ª) e la salita finale verso Pila, posta a 1.793 metri. Questo profilo rende la tappa, seppur corta, un vero e proprio tappone alpino, ossia una giornata con molte ascese consecutive e poche possibilità di recupero.
La fuga e i nomi che hanno animato la giornata
Le prime rampe di Saint-Barthélemy hanno dato vita alla mossa decisiva: davanti si è formato un drappello di qualità che ha poi raggiunto la trentina di unità. Tra i corridori in evidenza figuravano Giulio Ciccone, Enric Mas, Aleksandr Vlasov, Einer Rubio, Wout Poels, Jhonatan Narváez e Andreas Leknessund, atleti in grado di imprimere ritmo sulle rampe più dure. Il gruppo maglia rosa, guidato dal portoghese Afonso Eulalio, ha consentito ai battistrada un margine che ha toccato quasi i due minuti, gestito però da una squadra Visma attenta sotto la direzione di Jonas Vingegaard.
Momenti chiave e lotta per i punti
Nel tratto verso Doues si è giocata una piccola partita interna: Jhonatan Narváez ha centrato il traguardo volante e si è preso punti determinanti nella corsa alla maglia ciclamino, salendo virtualmente in testa alla classifica su traguardi parziali. La selezione sulle salite successive ha progressivamente assottigliato il gruppo di testa, sancendo l’abbandono di nomi importanti e preparando lo scenario per gli attacchi finali.
Salite dure, tattica e i colpi negli ultimi chilometri
La sequenza di ascese e discese, spesso su strade regionali con pendenze che superano il 10-12%, ha forzato il ritmo e imposto selezione continua. Sulle rampe di Doues e più avanti su Lin Noir la testa della corsa si è ridotta: alcuni protagonisti hanno pagato lo sforzo, mentre altri hanno alzato l’andatura per testare la resistenza degli avversari. In questo contesto, l’attacco di Giulio Ciccone nell’ultimo chilometro di una delle salite è stato il segnale che la giornata poteva decidersi anche con mosse individuali, oltre che con la resa collettiva.
Il finale verso Pila
La salita conclusiva verso Pila, collocata a 1.793 metri, non ha offerto tregua: pendenze sostenute e arrivo in quota hanno messo in difficoltà i corridori rimasti a giocarsi la vittoria. Dietro, il plotone dei favoriti ha calibrato gli sforzi per limitare distacchi e preservare la maglia rosa; davanti, la lotta per lo scalino più alto ha alternato attacchi e contromosse, fino ai metri finali dove la montagna ha emesso il suo verdetto.
Il pubblico e gli amatori: una festa su due ruote
Oltre alla sfida agonistica, la tappa è stata caratterizzata dal forte coinvolgimento del pubblico: piazza Chanoux è stata teatro di presentazioni, musica e una caccia ai gadget, ma il vero spettacolo è arrivato anche dalla moltitudine di ciclisti amatori che hanno affiancato la corsa. Una lunga scia di biciclette, dai modelli da strada alle city bike, ha salito le stesse rampe dirette a Pila, Lin Noir e Verrogne, ribadendo come il Giro sia evento sportivo e momento collettivo per appassionati e curiosi.
In sintesi, la frazione Aosta-Pila ha mescolato fatica atletica, tattica di squadra e una coreografia di tifosi che ha reso l’intera giornata intensa e spettacolare: il tappone alpino ha riproposto il valore della montagna come elemento cruciale per la definizione della corsa e per le emozioni che solo la montagna sa regalare.



