La rassegna fotografica Nutrire il Mondo, la sfida globale dell’alimentazioneospitata al Forte di Bardsi chiude con un appuntamento che mette al centro la relazione tra conflitto e nutrimento. Domenica 28 giugno 2026, alle ore 16.00, la giornalista Giovanna Botteri condurrà la conferenza intitolata Taccuino di un mondo affamatoin cui saranno analizzati i meccanismi attraverso i quali il cibo può diventare uno strumento di pressione nelle situazioni di guerra e come lo sfruttamento del lavoro alimenti le catene produttive che sostengono i mercati.
All’incontro parteciperanno anche esponenti dell’organizzazione della mostra: Sabrina Rossi Montegrandidirector of Business Development Italy-Malta-Turkey di Agence France-Pressee Ornella Baderypresidente del Forte di Bard. L’evento è a ingresso gratuito ma è richiesta la prenotazione tramite il form presente sul sito dell’istituzione culturale.
Il tema centrale: il cibo come arma e le sue implicazioni
Nel corso della conferenza Botteri affronterà il concetto del cibo usato come armainteso come insieme di pratiche volte a privare intere popolazioni dell’accesso alle risorse alimentari per piegarne la volontà o costringerle alla fuga. Si tratterà di episodi storici e di attualità rilevanti per comprendere come questa strategia si rifletta non solo sulle condizioni di vita delle persone coinvolte, ma anche sulle dinamiche geopolitiche che ridefiniscono territori e percorsi di approvvigionamento. Nel dialogo emergerà la responsabilità di attori diversi, dalla politica alle milizie, fino agli attori economici che operano in aree di crisi.
Conseguenze umane e sociali
La privazione del cibo genera impatti diretti sulla salute pubblica, sulla stabilità sociale e sui flussi migratori. Durante l’incontro verranno messi in evidenza i legami tra emergenze alimentari e disgregazione delle comunità locali, con particolare attenzione alle popolazioni più vulnerabili. Verrà inoltre discusso come la limitazione dell’accesso alle forniture e la manipolazione delle catene distributive possano avere effetti duraturi sulle economie locali e sulle prospettive di ricostruzione post-conflitto.
Il caporalato: sfruttamento del lavoro e filiere produttive
Un altro nodo centrale dell’appuntamento è il tema del caporalatodefinito nella conferenza come un fenomeno di sfruttamento del lavoro che colpisce in primo luogo il settore agricolo ma che si riscontra anche in edilizia e nei servizi. Verranno analate le modalità con cui pratiche di intermediazione illecita e condizioni di lavoro degradanti contribuiscono a indebolire la trasparenza delle filiere alimentari, creando vulnerabilità che possono essere strumentalizzate in periodi di conflitto.
Impatto sulle filiere e sull’accesso al cibo
Il legame tra sfruttamento del lavoro e insicurezza alimentare è duplice: da un lato il basso costo della manodopera sostiene produzioni a basso prezzo che possono essere economicamente accessibili in tempi di pace; dall’altro, la precarietà lavorativa espone le comunità al rischio di perdere i mezzi di sussistenza in caso di crisi. Durante la conferenza si discuterà del modo in cui questi fattori aggravano le situazioni in cui il cibo viene usato come leva di persuasione o controllo.
Giovanna Botteri, nata a Triestecon una formazione in filosofia e un dottorato alla Sorbonaporterà la sua esperienza di giornalista internazionale al dibattito. La sua carriera include corrispondenze dagli Stati Uniti a partire dal 2007 e, più recentemente, la sua attività da Parigi dal 2026. È nota anche per i collegamenti dalla Cina durante la fase della pandemia di Covid-19 e per la copertura di conflitti internazionali, tra cui quelli che hanno interessato il Libano. Queste esperienze costituiranno il nucleo interpretativo del suo intervento.
L’incontro rappresenta l’ultimo approfondimento collegato alla mostra, visitabile fino al 19 luglio, e si propone come momento di confronto tra giornalismo, fotografia e istituzioni culturali per mettere a fuoco le connessioni tra guerra, lavoro e nutrizione. Per partecipare è necessario riservare il posto compilando il form sul sito del Forte di Barddove sono disponibili anche informazioni sugli orari e sulle altre iniziative collegate alla rassegna.


