Nel pugilato professionistico esistono ruoli fuori dai riflettori che però condizionano in modo diretto l’esito di un incontro. Il cutman è una di quelle figure: interviene prima e durante il match per limitare danni, controllare ematomi e prevenire tagli che potrebbero costare la sospensione dell’incontro. Il valdostano Fabio Impieri ha vissuto questo ruolo in prima persona durante la sfida valida per il titolo italiano dei pesi welter disputata a Olgiate Comasco, quando il suo assistito Christopher Sanfilippo è stato battuto ai punti da Ivan Guarnieri.
L’esperienza sul ring non è stata solo tecnica ma anche emotiva: Impieri racconta le operazioni effettuate tra un round e l’altro, le precauzioni prese prima della battaglia sportiva e il lavoro di squadra che sta dietro a un angolo ben organizzato. L’incontro, andato in scena lo scorso 30 maggio, ha visto Guarnieri conquistare la cintura tricolore e ricevere anche la borsa Road to Glory da 2.000 euro prevista dalla Federazione.
Il ruolo del cutman: funzioni e responsabilità
Prima di salire sul ring, il cutman deve occuparsi di compiti chiave come la fasciatura delle mani, un’operazione certificata e sottoscritta da un funzionario che attesta la conformità prima che l’atleta indossi i guantoni. Durante i round, nei 60 secondi di pausa, l’angolo diventa teatro di interventi rapidi: applicazione di vaselina per ridurre l’attrito dei guantoni, uso del ghiaccio per limitare il gonfiore e tecniche per tamponare ematomi o fermare piccole ferite.
Interventi chiave tra i round
Secondo Impieri, la priorità è sempre portare il pugile fino al termine della contesa. Per farlo si usano approcci consolidati: la vaselina sul volto per ridurre il rischio di tagli quando i guantoni sono poco imbottiti, il massaggio per mantenere la mobilità e strumenti specifici per favorire la rimarginazione delle contusioni. Nel caso di Sanfilippo, è stato necessario tamponare un ematoma importante sullo zigomo e in prossimità dell’occhio, impiegando ghiaccio e tecniche manuali per controllarne l’evoluzione.
La giornata di Olgiate Comasco: tensione, lavoro d’angolo e risultato
Al PalaSport di Olgiate Comasco l’atmosfera era quella di una sfida tricolore: Sanfilippo, sostenuto dal team di casa, ha combattuto con determinazione ma si è scontrato con un avversario solido come Guarnieri. Impieri definisce la sconfitta come una delusione sportiva, ma valuta l’esperienza come «il massimo a cui poteva aspirare» nella sua carriera da cutman, confermando l’importanza di ogni intervento effettuato tra un round e l’altro.
Il risultato e le ricompense
Il verdetto ha premiato Ivan Guarnieri, che si è imposto ai punti e ha portato a casa la cintura nazionale dei welter, oltre a una borsa economica di 2.000 euro grazie al programma Road to Glory. Per il team avversario è stato un riconoscimento sportivo e materiale, mentre per l’angolo di Sanfilippo è rimasta l’amarezza per una vittoria sfumata sul filo dei punti.
Il percorso di Impieri: formazione, sport e progetti
Fabio Impieri non è solo il cutman sul ring: è un atleta a sua volta e parte di un gruppo che pratica anche l’harpastum, il calcio antico romano che lo vede impegnato nel recupero dopo una brutta frattura. La sua attività di cutman è iniziata in modo pratico al fianco del fratello Matteo, pugile professionista, e si è formalizzata con un brevetto ottenuto dopo un corso tenuto da Federico Catizone, professionista riconosciuto a livello internazionale nel ruolo di cutman.
Formazione e ambizioni
Impieri ha conseguito il brevetto circa un anno fa e da allora ha accumulato esperienze pratiche con match di prova fino alla collaborazione stabile con il Team Lionheart. L’obiettivo dichiarato è acquisire quanta più esperienza possibile per farsi trovare pronto anche ai livelli più alti del pugilato professionistico, continuando a supportare atleti come Sanfilippo e, in prospettiva, il fratello Matteo, che punta al titolo italiano superpiuma fissato per luglio.
Conclusioni: l’importanza di chi lavora fuori dal ring
La storia di Fabio Impieri evidenzia quanto sia cruciale il lavoro di chi opera nell’angolo: decisioni tecniche e interventi rapidi possono cambiare il destino di un match. Anche se il risultato a Olgiate Comasco non ha sorriso a Sanfilippo, l’esperienza rappresenta un passo di crescita professionale per Impieri e una prova tangibile del valore del cutman nel pugilato professionistico.
In definitiva, dietro a ogni cintura conquistata o persa c’è una squadra: allenatori, medici, preparatori e figure come il cutman, che concorrono con competenze specifiche a preservare la salute dell’atleta e a provare a orientare l’esito sportivo.


