28 Settembre 2026 ☁ 24°

Cittadino bosniaco fermato nella Valle d’Aosta per trasporto di granate

Una ispezione di frontiera nella notte del 25‑26 settembre ha svelato tre granate M75 cariche in un’auto diretta verso la Francia, provocando un arresto e l’intervento degli artificieri.

Cittadino bosniaco fermato nella Valle d’Aosta per trasporto di granate

Nel cuore delle Alpi, nella notte tra il 25 e il 26 settembre 2026, una routine di controllo al traforo del Monte bianco è degenera in un’operazione di emergenza. Un veicolo, apparentemente destinato al transito verso la Francia, è stato fermato dalla Polizia di frontiera dopo una segnalazione anonima che indicava la presenza di droga e armi a bordo.

Il veicolo, una Honda di colore blu, era già stato visto più volte sul suolo italiano, fattore che ha spinto gli agenti a rafforzare l’osservazione. Dopo un breve pedinamento, gli operatori hanno proceduto al controllo di routine, ma l’attenzione è stata subito catturata da un involucro nascosto nel passaruota dell’auto.

Controllo di frontiera e scoperta delle granate

Il Settore Polizia di frontiera in stretta collaborazione con la sottosezione del Traforo del Monte Bianco ha attivato una squadra mista composta da agenti della squadra mobile della Questura di Aosta e dal Nucleo artificieri della Questura di Torino. La perquisizione ha rivelato un pacchetto che conteneva tre granate a mano M75 tutte cariche di esplosivo.

Profilo del conducente e procedura di pedinamento

Alla guida dell’autoveicolo si trovava un cittadino bosniaco di 40 anni privo di precedenti penali in Italia ma noto alle autorità francesi per fatti analoghi avvenuti nel paese di residenza. L’uomo non ha fornito spiegazioni credibili sulla presenza degli ordigni, né ha mostrato intenti di consegna immediata. Dopo la scoperta, è stato posto sotto custodia e trasferito nella Casa circondariale di Brissogne dove è stato messo a disposizione della Procura della Repubblica di Aosta.

Caratteristiche delle granate M75 e pericolo concreto

Le granate M75 sono di origine ex jugoslava e sono progettate come granate a frammentazione. Ogni ordigno contiene circa 3.000 elementi metallici destinati a trasformarsi in schegge al momento dell’esplosione. Il raggio letale è stimato tra i 12 e i 18 metri, mentre la zona di possibile ferimento si estende per decine di metri, fino a 50 metri in condizioni favorevoli. La presenza di esplosivi attivi ha richiesto l’intervento del Nucleo artificieri che ha adottato tutte le cautele previste per lo smaltimento di materiale esplosivo ad alta pericolosità.

Il sequestro di tre granate cariche rappresenta un episodio di estrema gravità, in quanto il loro utilizzo poteva comportare danni considerevoli sia a livello umano che infrastrutturale, soprattutto in un punto strategico come il tunnel del Monte Bianco, frequentato quotidianamente da numerosi veicoli.

Procedimenti giudiziari e indagini in corso

Il fermo è stato formalizzato con l’accusa di detenzione e traffico internazionale di materiale esplodente. La pm Margherita Sini ha coordinato le attività investigative, affidando alla squadra mobile della Questura di Aosta il compito di ricostruire il percorso dell’automobile, individuare la provenienza delle granate e verificare eventuali collegamenti con reti criminali transfrontaliere.

Al momento non sono emersi riscontri di sostanze stupefacenti a bordo, nonostante la segnalazione iniziale menzionasse anche la possibile presenza di droga. Le autorità francesi, informate dell’arresto, stanno collaborando per verificare se l’uomo sia coinvolto in ulteriori indagini sul territorio francese.

Le indagini continueranno a focalizzarsi su tre questioni chiave: l’origine delle granate M75 il destinatario previsto in Francia e la rete di approvvigionamento che ha permesso il loro trasporto. Fino a quando non emergerà un quadro più completo, il caso rimane al centro dell’attenzione delle forze dell’ordine valdesi.

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