Il prossimo mercoledì 23 settembre la piccola comunità di Saint-Pierre vivrà un momento di forte carica emotiva. L’amministrazione comunale ha fissato l’appuntamento al Parco delle Rimembranza per le ore 10.30, dove si svolgerà una cerimonia di commemorazione dedicata all’eccidio nazifascista avvenuto il 7 settembre 1944.
Nel programma è prevista la partecipazione di alunni e docenti delle scuole elementari del territorio, che accompagneranno i momenti di preghiera e di riflessione con canti della libertà. Accanto a loro prenderanno parte rappresentanti dell’ANPI e del Gruppo ANA di Saint-Pierre oltre alle autorità civili.
Dettagli della cerimonia al Parco delle Rimembranza
Alle 10.30 la folla si radunerà nella zona centrale del parco, dove verrà effettuata una benedizione solenne da parte del parroco del paese, l’abbé Robert Fosson. Seguiranno i discorsi istituzionali: il sindaco presenterà un breve ricordo storico, mentre il comandante dell’ANPI sottolineerà l’importanza della memoria collettiva per le nuove generazioni. Dopo le parole ufficiali, gli studenti interpreteranno brani musicali ispirati ai valori della libertà e della resistenza.
L’eccidio di Saint-Pierre: la tragedia del 7 settembre 1944
Il 7 settembre 1944 una banda partigiana di Cogne colpì una colonna di soldati tedeschi in transito lungo la strada che collega Saint-Pierre a Montjovet. In risposta, le truppe di occupazione implementarono una crudele rappresaglia: aprirono il fuoco e fucilarono sul posto sette persone, tre di loro civili, per vendicare l’attacco.
Le vittime e il loro destino
Tra gli uomini giustiziati vi furono cinque partigiani – Giuseppe Camos, Antide Crétier, Giovanni Battista Amato Crétier, Giovanni Charrière e Giuseppe Déanoz – e due civili, Désiré (Desiderato) Lucianaz, catturato nella zona di Montjovet, oltre ad Antonio Molco e Callisto Bellais, uccisi direttamente sul luogo della rappresaglia a Saint-Pierre. I corpi rimarrono abbandonati per diversi giorni; solo grazie all’intervento dell’abbé Robert Fosson fu ottenuta l’autorizzazione a una sepoltura provvisoria.
Questo episodio, pur essendo poco noto al di fuori della Valle d’Aosta, rappresenta una delle pagine più cupe della Seconda guerra mondiale nella zona. La memoria di quelle sette vite spezzate è oggi il fulcro della cerimonia programmata, che vuole trasformare il dolore del passato in un monito per il futuro.
La manifestazione non è solo un ricordo, ma anche un’occasione di riflessione su come la storia locale si intrecci con i grandi eventi della guerra. La presenza di studenti, autorità e associazioni impegnate nella difesa della memoria rende la cerimonia un esempio di cittadinanza attiva capace di tramandare valori di libertà, solidarietà e rispetto per le vittime.



