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Centro di ricerca in Valle d’Aosta: collaborazione con Torino per innovazione e territorio

Una rete di competenze, infrastrutture e un investimento della Fondazione Crt per trasformare ricerca e innovazione in valore per la Valle d'Aosta

Centro di ricerca in Valle d’Aosta: collaborazione con Torino per innovazione e territorio

La giunta regionale della Valle d’Aosta sta predisponendo una proposta legislativa per la costituzione di un Centro unificato per la ricerca scientifica sul territorio. Durante un sopralluogo alle Ogr Tech di Torino, polo noto per l’innovazione, la delegazione ha preso spunto da modelli organizzativi e infrastrutturali per disegnare un progetto che possa mettere insieme competenze, laboratori e piattaforme tecnologiche. L’obiettivo dichiarato è rafforzare il sistema di ricerca e innovazione regionale, aumentarne la competitività e creare un circuito attrattivo per talenti e investimenti.

Alla visita hanno partecipato esponenti della giunta regionale, tra cui il presidente Renzo Testolin e l’assessore allo Sviluppo economico Luigi Bertschy, accompagnati da Mauro Baccega, Erik Lavevaz, Davide Sapinet e Giulio Grosjacques. Sono stati incontrati la presidente della Fondazione Crt, Anna Maria Poggi, e il rettore del Politecnico di Torino, Stefano Paolo Corgnati, oltre ai referenti delle realtà insediate nel polo torinese: l’Istituto italiano di intelligenza artificiale per l’industria (AI4I) e l’incubatore I3P. Questi incontri hanno favorito uno scambio su best practice per incubazione, trasferimento tecnologico e collaborazione pubblico-privato.

Obiettivi del progetto

Il piano regionale mira a creare un’infrastruttura che integri risorse umane e strumenti materiali per favorire ricerca applicata e sviluppo tecnologico. Il centro unificato dovrebbe diventare un punto di riferimento per aziende, università e startup, capace di accelerare l’adozione di soluzioni hi-tech nei settori produttivi locali. Tra i target c’è la capacità di rendere la Valle d’Aosta più attrattiva per fondi e partnership nazionali e internazionali, e di offrire opportunità di crescita economica e sociale senza perdere il legame con il territorio.

Valorizzazione delle specificità territoriali

Un elemento centrale è l’integrazione delle peculiarità alpine nella programmazione scientifica: temi come monitoraggio ambientale, gestione sostenibile delle risorse montane, turismo esperienziale e agricoltura di precisione possono beneficiare di ricerca mirata. Il progetto punta a coniugare innovazione e patrimonio locale, utilizzando tecnologie digitali e sensoristiche per valorizzare le vocazioni del territorio. In questo modo la ricerca non è solo teorica ma diventa strumento pratico per valorizzare il paesaggio, la cultura e le economie locali.

Partnership e infrastrutture previste

La costruzione del centro si basa su collaborazioni tra istituzioni pubbliche, fondazioni e atenei: il modello osservato a Torino mescola fondi privati, incubatori e laboratori universitari. In Valle d’Aosta si prevede un’analoga rete che comprenda il sostegno della Fondazione Crt e il coinvolgimento del Politecnico di Torino e di incubatori come I3P. L’idea è sviluppare spazi condivisi, piattaforme digitali per il trasferimento tecnologico e servizi di accelerazione per le startup, favorendo così la creazione di un ecosistema integrato.

Ruolo degli attori locali

I soggetti regionali dovranno definire governance, regolamenti e linee di finanziamento per garantire sostenibilità e governabilità del centro. La Fondazione Crt ha annunciato un contributo di 3 milioni di euro che costituirà un primo capitale per avviare le attività. Il ruolo della giunta regionale è quello di promuovere la legge quadro, mentre università, imprese e incubatori sono chiamati a offrire competenze tecniche, personale qualificato e progetti applicativi in sinergia con le politiche di sviluppo locale.

Impatto atteso e prossimi passi

Dal punto di vista pratico, il progetto dovrebbe tradursi in nuove opportunità occupazionali, maggiore attrazione di investimenti e rafforzamento della ricerca applicata legata alle specificità alpine. I prossimi passi includono l’approvazione della proposta di legge regionale, la definizione di un modello organizzativo e l’attivazione dei primi bandi per progetti pilota. Il focus resta su un approccio collaborativo: creare un ecosistema dove ricerca, impresa e territorio interagiscono per generare valore condiviso.

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