La Casa circondariale di Aosta ha registrato disordini che sono iniziati il 27 agosto alle 22:30 e si sono protratti fino al 28 agosto alle 19:30 nel carcere di Brissogne.
Ultimo aggiornamento: 31 agosto 2026. L’episodio ha coinvolto detenuti, personale della Polizia Penitenziaria e rappresentanti sindacali, sollevando interrogativi sull’organizzazione dei turni e sulla sicurezza interna.
Perché la vicenda è rilevante per la gestione penitenziaria
La rivolta ha avuto ripercussioni concrete sull’ordine interno e sulle condizioni di lavoro del personale di sorveglianza, con turni prolungati e richiamo del personale libero dal servizio. I sindacati hanno parlato di una situazione che mette a rischio sia la sicurezza degli agenti sia la gestione dei detenuti.
Il caso è seguito a livello nazionale perché tocca temi centrali del sistema penitenziario: sovraffollamento organizzazione dei turni e presenza di figure dirigenziali titolari nella struttura.
Disordini e danni nel reparto B2 e C1
La degenerazione è avvenuta soprattutto nel reparto B2 dove due detenuti hanno completamente devastato le loro celle, e in C1 dove un altro detenuto ha causato danni analoghi.
Per quasi 21 ore si sono registrati incendi appiccati all’interno delle celle e nei corridoi, lanci di oggetti, calcinacci e bombole di gas incendiate. Una cella è stata trasformata in un unico ambiente dopo che il muro del bagno è stato abbattuto, mentre altre tre celle sono state parzialmente danneggiate con lavandini, water, tavoli e termosifoni divelti.
Interventi degli agenti e condizioni operative
Gli agenti della Polizia Penitenziaria hanno fronteggiato l’emergenza anche con idranti per estinguere gli incendi; è stato necessario richiamare in servizio personale libero dal turno per contenere la situazione.
Il personale ha lavorato per 12 ore consecutive in alcuni casi e ha coperto più posti, con turni che, secondo denunce sindacali, si sono protratti per oltre 20 giorni consecutivi. Sono emerse criticità sull’organizzazione e sulla presenza di un direttore titolare della struttura.
Richieste e denunce dei sindacati
Il sindacato Osapp ha chiesto una visita ispettiva alla Casa circondariale di Aosta e l’immediato avvicendamento dei vertici della struttura, ritenendo che l’attuale gestione non sia in grado di garantire l’organizzazione necessaria.
Il segretario generale dell’Osapp, Leo Beneduci ha definito la situazione surreale: “In pratica – osserva Beneduci – una cella è diventata un vero e proprio open space: peccato che qui non ci sia stata alcuna ristrutturazione, ma soltanto la devastazione del reparto.” Beneduci ha aggiunto che “Quello che sta accadendo nel carcere di Aosta è gravissimo” e ha affermato che “Il personale non può essere lasciato solo.”
Altre sigle hanno accusato la mancanza di un direttore titolare e l’inesperienza della guida operativa come fattori aggravanti. Matteo Ricucci ha dichiarato che “Da giorni si respirava un’aria insostenibile” e ha evidenziato turni prolungati e carenze di organico.
Visite interrotte e casi di autolesionismo
Una visita prevista da rappresentanti dei Radicali è stata interrotta a causa dei disordini nelle sezioni. Il segretario Filippo Blengino ha riferito: “Alcuni detenuti hanno dato vita ad azioni di protesta, con lanci di oggetti e acqua. Proprio mentre ci trovavamo a colloqui con la Comandante, un detenuto si è autolesionato utilizzando una lametta”.
Il caso di autolesionismo ha alimentato le richieste di controlli urgenti e misure per prevenire il disagio tra i detenuti, considerato dai sindacati uno dei fattori che hanno contribuito alla crisi.
Richieste al Ministero e contesto nazionale
I rappresentanti sindacali hanno sollecitato un intervento del Ministro della Giustizia, Carlo Nordio per una verifica diretta della situazione. Sono state indicate come priorità il rafforzamento dell’organico e una riorganizzazione dei turni.
Il segretario Raffaele Tuttolomondo ha espresso solidarietà agli agenti e annunciato la disponibilità del sindacato a forme di protesta lecite, mentre sul piano operativo si continua a registrare pressione sul personale che ha affrontato attività prolungate e turni ripetuti.
Ultimo aggiornamento: 31 agosto 2026.



