La giunta regionale della Valle d’Aosta ha predisposto un intervento mirato a rafforzare il legame tra mondo produttivo e ricerca: il Bando Ricerca 2026 mette a disposizione un finanziamento complessivo di 3,5 milioni di euro destinato a progetti di ricerca industriale e sviluppo sperimentale. L’iniziativa è rivolta sia alle imprese industriali sia agli organismi di ricerca presenti nel territorio, con possibilità di presentare proposte in forma singola o collaborativa.
Finalità e ambiti di intervento
Il bando nasce per promuovere l’innovazione come leva di competitività: l’obiettivo è sostenere processi che favoriscano la crescita del tessuto produttivo valdostano e la transizione verso tecnologie più avanzate. I progetti ammissibili devono rientrare nelle aree indicate dalla Strategia di specializzazione intelligente regionale, che individua settori strategici su cui concentrare investimenti e competenze.
Tipologie di progetto finanziabili
Sono previsti contributi per iniziative di ricerca industriale e sviluppo sperimentale, con importi e intensità di aiuto differenziati in base alle caratteristiche dei proponenti. A parità di qualità, verranno valorizzate le proposte che prevedono forme di collaborazione tra imprese e centri di ricerca, poiché la sinergia è considerata un elemento chiave per trasformare risultati scientifici in prodotti e servizi commerciabili.
Destinatari, importi e criteri di assegnazione
Possono partecipare al bando le imprese industriali e gli organismi di ricerca che operano nel territorio regionale. Lo stanziamento totale è di 3,5 milioni di euro, con massimali e percentuali di contributo modulati in funzione della dimensione e del tipo di soggetto proponente. Particolare attenzione sarà riservata a progetti che dimostrino ricadute occupazionali, potenziale di mercato e capacità di rafforzare filiere locali.
Aggregazione e valore aggiunto
Il bando premia le alleanze: le proposte che uniscono imprese, start-up, centri di ricerca e servizi di incubazione riceveranno punteggi più alti nella valutazione. L’intento è creare un ecosistema dove competenze diverse possano integrarsi, accelerando il trasferimento tecnologico e l’accesso a nuovi mercati.
Scadenze, modalità di presentazione e strumenti di supporto
Le domande per il Bando Ricerca 2026 devono essere inviate esclusivamente via Pec nel periodo compreso tra il 3 giugno e il 31 luglio. Tutta la documentazione, la modulistica e i contatti utili sono pubblicati sul Portale Imprese della Regione (imprese.regione.vda.it), dove è possibile reperire anche informazioni di dettaglio sulla procedura di valutazione e sui criteri tecnici richiesti.
Supporto e accesso alle informazioni
La Struttura sviluppo industriale, energia, ricerca e innovazione fornisce assistenza ai potenziali beneficiari. Sul portale sono indicati i riferimenti per richiedere chiarimenti e ottenere orientamento nella compilazione delle domande, con l’obiettivo di rendere lo strumento accessibile anche alle imprese più piccole.
Il ruolo politico e il progetto Centro Unificato della Ricerca
L’assessore allo Sviluppo economico, Luigi Bertschy, ha inquadrato il bando all’interno di un piano più ampio per rafforzare ricerca e innovazione. Secondo la Giunta, questo provvedimento completa una serie di azioni volte a consolidare filiere strategiche, supportare la transizione tecnologica delle aziende e valorizzare le competenze locali.
Centro Unificato della Ricerca
Tra le iniziative affini è previsto lo sviluppo del Centro Unificato della Ricerca (CUR), un progetto pensato per mettere in rete imprese, centri di ricerca, start-up e servizi di incubazione e accelerazione. Il CUR dovrebbe diventare un nodo dove le idee possono incontrare risorse finanziarie e competenze manageriali per trasformarsi in progetti concreti.
In chiusura, l’amministrazione ribadisce l’impegno a sostenere misure pratiche e coerenti con le esigenze delle imprese valdostane, con l’intento di creare un clima favorevole allo sviluppo industriale e artigianale. L’innovazione viene definita non come un obiettivo astratto ma come uno strumento concreto per aumentare la competitività, aprire nuovi mercati e generare valore per la comunità.



