La mancata partecipazione dei vertici di SAV all’audizione convocata dalla Quarta Commissione consiliare del Consiglio Valle ha innescato un acceso confronto politico. La vicenda, emersa pubblicamente il 20/06/2026 riguarda non solo la presenza fisica all’incontro ma anche il contenuto della lettera inviata dal presidente dell’azienda alla presidente della Commissione, ricevuta per conoscenza anche dai consiglieri nominati nell’assemblea della società.
Nel dibattito è intervenuto con fermezza il consigliere regionale di Fratelli d’ItaliaMassimiliano Tuccari membro della Commissione e commissario di minoranza, che ha definito sorprendente il tono della comunicazione e ha ribadito la necessità di rispetto verso le istituzioni rappresentative.
Le osservazioni di Tuccari sulla comunicazione di SAV
Tuccari prende atto delle questioni di natura normativa sollevate nel confronto politico e delle differenti interpretazioni del quadro regolamentare che regola i rapporti tra partecipate e istituzioni regionali. Tuttavia, il nodo della discussione rimane per il consigliere la natura della risposta inviata dal presidente di SAV alla Commissione, che egli giudica di tono discutibile. Per Tuccari, la comunicazione non solo evita il dialogo diretto ma potrebbe apparire irrispettosa nei confronti del ruolo e delle prerogative del Consiglio Valle.
Il richiamo alla funzione delle commissioni consiliari
Nel suo intervento, Tuccari sottolinea che le Commissioni consiliari costituiscono strumenti essenziali attraverso i quali il Consiglio regionale esercita funzioni di indirizzo e controllo. Quando una Commissione decide di approfondire un tema, la richiesta di audizione va vista come un’opportunità di trasparenza istituzionale: un momento in cui gli organismi interessati presentano chiarimenti direttamente ai rappresentanti eletti. L’assenza, quindi, non è solo un fatto formale ma ha ripercussioni sul rapporto di fiducia tra istituzioni e partecipate.
Le critiche sul merito e sul tono della risposta
Il consigliere definisce singolare la posizione di una società partecipata dalla Regione che valuta preventivamente l’opportunità e la legittimità di una richiesta avanzata da una Commissione consiliare permanente: “Trovo singolare” è la frase riportata in relazione alle sue osservazioni. Per Tuccari, sarebbe stato preferibile accettare l’invito e partecipare al confronto diretto, scelta che a suo avviso avrebbe rafforzato il rapporto di trasparenza tra l’ente pubblico e la società regionale.
Il consigliere esprime inoltre stupore per il tono della comunicazione inviata dal presidente di SAV definendolo potenzialmente poco rispettoso nei confronti dell’istituzione consiliare. “sopreso dalla decisione, la Commisione merita rispetto” è il messaggio che sintetizza la posizione di Tuccari sul piano politico e istituzionale.
Implicazioni istituzionali del confronto mancato
Al di là degli aspetti tecnici e delle interpretazioni giuridiche, la disputa evidenzia una questione più ampia: il modo in cui le società partecipate si rapportano agli organi di controllo eletti. Secondo Tuccari, non partecipare a un’audizione significa rinunciare a un confronto che potrebbe dissipare dubbi e ricostruire fiducia. “Le istituzioni si rispettano reciprocamente“, afferma il consigliere, ricordando che il Consiglio regionale rappresenta la massima espressione democratica della comunità valdostana e va trattato con attenzione e disponibilità al dialogo.
La vicenda ha
Contesto politico e attori coinvolti
Oltre a Massimiliano Tuccari e alla società SAV la questione è inserita nel più ampio contesto delle relazioni tra assemblee regionali e aziende partecipate. Vengono richiamati il ruolo della Quarta Commissione consiliare (Sviluppo economico) e la funzione di controllo del Consiglio Valle. Nella dinamica politica locale emergono anche riferimenti a interrogazioni e risposte istituzionali che, pur non direttamente collegate al caso specifico, contribuiscono a mantenere alta l’attenzione sul tema della trasparenza e dell’opportunità istituzionale.
La contrapposizione espressa da Tuccari è un richiamo a privilegiare il confronto aperto e il rispetto delle procedure interne, soprattutto quando si tratta di soggetti partecipati dalla Regione. La scelta comunicativa di SAV resta al centro del dibattito, con richieste di chiarimento e la volontà da parte di alcuni consiglieri di ottenere risposte più articolate attraverso canali istituzionali.
La questione resta aperta e seguirà probabilmente ulteriori sviluppi nelle sedi consiliari competenti, con attenzione al rispetto dei ruoli e alla necessità di trasparenza nei rapporti tra istituzioni regionali e società partecipate.


