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Assemblea dei sindaci chiede priorità operative per il Piano regionale dei Trasporti

Il Cpel ha espresso un parere favorevole con osservazioni sul Piano regionale dei Trasporti versione aprile 2026, sollecitando un elenco condiviso di priorità per trasformare le scelte strategiche in progetti reali

HERO · Aosta

Nel pomeriggio del 19 maggio l’Assemblea del Cpel, riunita con i rappresentanti istituzionali dei Comuni valdostani, ha formulato un parere favorevole con osservazioni sul Piano regionale dei Trasporti, nella sua versione aggiornata di aprile 2026. La deliberazione è arrivata al termine della procedura di Valutazione Ambientale Strategica (VAS) e sottolinea il bisogno di passare dalla pianificazione alla realizzazione concreta degli interventi previsti.

Il presidente Alex Micheletto ha richiamato alla necessità di non lasciare il Piano come mero esercizio teorico, chiedendo che Regione e enti locali concordino un elenco delle priorità in grado di accelerare l’attuazione. La linea emersa nel corso della seduta privilegia un approccio pragmatico e condiviso, perché solo così le proposte possano tradursi in cantieri, servizi e benefici immediati per la popolazione.

Le osservazioni dell’Assemblea e le richieste operative

L’Assemblea ha espresso condivisione di massima sulle strategie del documento, ma ha chiesto una fase successiva di dettaglio: la predisposizione di un cronoprogramma delle opere e degli interventi, concordato con i Comuni. Secondo i sindaci la trasformazione delle linee guida in progetti concreti passa attraverso una definizione precisa delle priorità, con risorse, responsabili e tempi chiari. Questo nodo è stato enfatizzato come condizione per evitare che il Piano resti un framework senza ricadute operative.

Il ruolo degli enti locali

Gli amministratori locali hanno chiesto di essere parte attiva nella selezione degli interventi: non solo interlocutori, ma coprogettisti delle soluzioni. La richiesta include anche maggiore trasparenza sui criteri di scelta e una verifica delle ricadute territoriali. In questo contesto la progettazione partecipata diventa uno strumento per bilanciare esigenze urbane, montane e di collegamento esterno, assicurando che le scelte rispettino le specificità della Valle d’Aosta.

Infrastrutture strategiche: priorità e alternative

Nel dibattito sono emersi alcuni capitoli che attirano particolare attenzione: il potenziamento della linea ferroviaria Aosta-Ivrea, la gestione futura della tratta Aosta-Pré-Saint-Didier, e gli interventi sulla rete viaria come il nodo Hône-Bard e il Tunnel del Monte Bianco. L’Assessore Luigi Bertschy ha ricordato come il Piano affronti criticità reali, proponendo soluzioni che vanno dall’incremento dell’uso del trasporto pubblico a misure per favorire l’intermodalità tra ferro, gomma e servizi locali.

Aosta-Pré-Saint-Didier: scenari di riuso

Una delle ipotesi più dibattute riguarda l’acquisizione regionale dell’infrastruttura ferroviaria Aosta-Pré-Saint-Didier e la possibile conversione verso un sistema BRT (Bus Rapid Transit). Il consigliere Grosjacques ha invitato a esplorare tutte le alternative senza pregiudizi, annunciando la redazione di un documento di analisi che confronti più opzioni. L’obiettivo è decidere con autonomia di gestione e con una visione che non resti ancorata a modelli del passato.

Sfide locali e visione di mobilità integrata

I sindaci dell’Alta Valle, fra cui il primo cittadino di La Thuile Mathieu Ferraris, hanno chiesto da tempo interventi risolutivi per sbloccare progetti e collegamenti locali: l’attenzione è puntata su misure capaci di rimuovere gli stalli decennali e di valorizzare il lavoro già svolto sul territorio. Parallelamente, la riflessione sulle autostrade e sui grandi corridoi europei, incluso il legame col TEN-T, mostra la necessità di armonizzare scelte locali e reti transnazionali.

Per la bassa Valle, e in particolare per il nodo Hône-Bard, il Piano prevede strategie per alleggerire la statale tramite l’incentivo all’uso dell’autostrada, anche attraverso una revisione del sistema tariffario per i residenti. Il sindaco di Hône, Alex Micheletto, difende l’equilibrio fra pragmatismo e ambizione: servono soluzioni concrete per gestire l’emergenza, ma non va escluso il diritto di coltivare progetti di lungo termine per una mobilità migliore.

Hub e connessioni urbane

Nel capoluogo il progetto dell’hub intermodale di Aosta è indicato come priorità per collegare centro, valli laterali e poli turistici come la Stella di Pila. L’idea è di realizzare un nodo che metta in rete servizi ferroviari, bus e parcheggi di interscambio, valorizzando la Plaine come punto di partenza e arrivo. Il sindaco di Aosta, Raffaele Rocco, ha appoggiato la proposta come risposta ai problemi di mobilità cittadina emersi dopo la chiusura di alcune gallerie.

La conclusione del dibattito del 19 maggio è una chiamata all’azione condivisa: il Piano viene accolto, ma è condizionato all’adozione di strumenti operativi che traducano obiettivi strategici in cantieri, servizi e governance concreta. Tra pragmatismo e visione, il tema centrale resta la promozione di una mobilità integrata che non sostituisca ma completi l’uso dell’auto, rispondendo alle diverse esigenze di chi vive e visita la Valle d’Aosta.

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