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Arresto al traforo del Monte Bianco per tre granate M75

Al traforo del Monte Bianco la polizia ha arrestato un cittadino bosniaco di 40 anni dopo aver trovato tre granate M75 nascoste nel passaruota dell'auto; gli ordigni erano carichi e sono stati messi in sicurezza dal Nucleo Artificieri della Questura di Torino.

Arresto al traforo del Monte Bianco per tre granate M75

Nel corso di controlli al confine, nella notte tra venerdì e sabato scorsi (25 e 26 settembre), la Polizia ha fermato un veicolo al Traforo del Monte Bianco che nascondeva un carico pericoloso: tre granate a mano. L’uomo alla guida, un cittadino bosniaco di 40 anni diretto in Francia, è stato arrestato con l’accusa di detenzione e traffico internazionale di materiale esplodente e trasferito al carcere di Brissogne.

L’operazione è nata da una segnalazione anonima ricevuta dalla sala operativa della Polizia di frontiera che indicava la possibile presenza nella zona di un’auto con droga e armi. Le verifiche e i controlli ai varchi hanno permesso di intercettare il veicolo ritenuto sospetto, già transitato più volte sul territorio nazionale.

Ritrovamento degli ordigni e intervento degli artificieri

Durante l’ispezione della vettura gli agenti hanno trovato, occultato nel passaruota un involucro contenente tre granate modello M75 di fabbricazione ex jugoslava, ancora cariche di esplosivo. A causa dell’elevata pericolosità degli ordigni, sul posto è intervenuto il Nucleo Artificieri della Questura di Torino per mettere in sicurezza il materiale e valutarne lo stato. Le granate, secondo gli accertamenti operativi, presentano spiccate capacità offensive e, in caso di detonazione, sono in grado di produrre migliaia di frammenti.

Caratteristiche tecniche e rischi stimati

Le M75 sequestrate sono ordigni che rilasciano proiezioni metalliche ad alta energia: la stima operativa indica la produzione di circa 3.000 schegge con un raggio letale di azione valutato tra i 12 e i 18 metri ma potenzialmente efficace anche fino a 50 metri in condizioni particolari. Per questo motivo gli artificieri hanno adottato tutte le precauzioni tecniche necessarie per la messa in sicurezza e il trasporto degli ordigni.

Indagini e profilo del fermato

Il conducente, pur non avendo precedenti in Italia, risultava noto alle forze di polizia francesi: dai primi riscontri è emersa una posizione a carico dell’uomo nei registri d’oltralpe. La vicenda è ora seguita dalla Squadra Mobile della Questura di Aosta che coordina gli accertamenti sulla provenienza delle granate, la possibile destinazione e gli spostamenti compiuti dal fermato nelle settimane precedenti.

La Procura della Repubblica di Aosta ha delegato le indagini, con la pm Margherita Sini coinvolta nelle attività investigative finalizzate a ricostruire la catena di traffico internazionale del materiale esplodente. Al momento dell’arresto l’uomo non ha fornito spiegazioni convincenti sul possesso degli ordigni.

Contesto operativo e successive verifiche

L’azione di controllo, in collaborazione tra Polizia di frontiera e la Squadra Mobile, ha dimostrato l’importanza delle segnalazioni e dei controlli mirati ai valichi di confine. Le autorità stanno svolgendo ulteriori accertamenti tecnici e contabili per identificare eventuali connessioni con reti di approvvigionamento e possibili destinatari in Francia o altrove.

Il materiale sequestrato e la documentazione raccolta saranno elementi chiave nelle fasi successive dell’inchiesta, mentre il fermato resta a disposizione dell’autorità giudiziaria per la convalida dell’arresto e per gli approfondimenti richiesti dalla Procura.

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