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Addio a Maurizio Casale, icona della grafica valdostana

Maurizio Casale, figura centrale della grafica valdostana, muore a 77 anni lasciando un’eredità di bellezza e insegnamento.

Addio a Maurizio Casale, icona della grafica valdostana

Maurizio Casale nato nel 1949 ad Aosta, è venuto a mancare il 23 settembre all’età di 77 anni. La sua scomparsa ha suscitato un profondo cordoglio nella comunità artistica e culturale della regione. La camera mortuaria è stata aperta a partire dalle ore 16.00 del 2 ottobre, in via Matteotti e rimarrà accessibile fino al 5 ottobre giorno in cui le esequie si svolgeranno al tempio crematorio di Aosta alle ore 11.40. Accanto a lui, le due sorelle Manuele e Mila hanno affrontato la perdita di un fratello caro.

Il percorso formativo e professionale di Maurizio Casale

Fin dalla giovane età, Casale ha mostrato una spiccata sensibilità per il disegno e la tipografia. Dopo aver completato gli studi alla classe 1949 ha scelto una strada pionieristica frequentando l’Isia l’Istituto superiore per le industrie artistiche di Urbino, considerato all’epoca una fucina di talenti nella grafica. La sua formazione lì gli ha permesso di padroneggiare i caratteri tipografici e le forme geometriche, capacità che ha subito messo al servizio di una carriera nella grafica pubblicitaria. Negli anni successivi ha collaborato con numerose realtà editoriali e ha realizzato manifesti, tra cui quelli per la celebre Fiera di Sant’Orso contribuendo a definire l’immagine visiva della manifestazione.

L’impronta culturale nella Valle d’Aosta

Parallelamente alla sua attività di grafico, Casale ha dedicato gran parte della sua vita all’insegnamento. È stato docente presso l’Istituto d’Arte di via Matteotti e, successivamente, al Liceo artistico di Aosta dove ha guidato numerosi giovani verso la scoperta della bellezza insita nei segni e nei solchi. La sua passione per il dettaglio si è tradotta in progetti concreti: nel 2009 due sue studentesse hanno vinto il concorso internazionale Good50x70 dimostrando l’efficacia del suo metodo didattico. Una delle sue iniziative più memorabili è stata la mostra intitolata 1.20 m nell’ambito dell’Istituto d’Arte, ispirata alla frase di Francis Picabia – “Coloro che pensano che l’infinito sia lungo un metro si sbagliano. L’infinito è lungo 1,20 metri” – che ha invitato i ragazzi a guardare oltre la superficie.

Il ciondolo per Asiv (2023)

Nonostante la salute fosse stata messa a dura prova negli ultimi anni, Casale ha continuato a mettere la sua arte al servizio della collettività. Nel 2023 ha realizzato il design del ciondolo che l’Asiv – l’Associazione scultori e intagliatori valdostani espone annualmente alla Fiera di Sant’Orso. L’oggetto, oltre a rappresentare una raffinata opera di grafica applicata ha avuto una valenza benefica, raccogliendo fondi per persone e famiglie in difficoltà. Questa iniziativa testimonia come il suo talento fosse sempre legato a un profondo senso di responsabilità sociale.

Ricordato per la sua eleganza discreta, il suo sguardo acuto capace di cogliere il minimo dettaglio, e la sua ironia sottile, Maurizio Casale ha lasciato un segno indelebile nella cultura valdostana. La sua capacità di “inseguire la bellezza” si è tradotta non solo in opere visive, ma anche in un’eredità didattica che continua a vivere nei suoi ex alunni. Le sue opere, le sue parole e il suo impegno rimarranno per sempre parte della memoria collettiva della regione.

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