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Giornata del Sollievo 2026: l’importanza delle cure palliative in Valle d’Aosta e Piemonte

Le cure palliative in Italia stanno evolvendo rapidamente, con un aumento significativo delle prestazioni e una maggiore attenzione alla qualità della vita dei pazienti

Giornata del Sollievo 2026: l’importanza delle cure palliative in Valle d’Aosta e Piemonte

In un contesto sanitario in continua evoluzione, le cure palliative stanno assumendo un ruolo sempre più centrale. La recente Giornata del Sollievo, celebrata il 31 maggio, ha offerto l’occasione per fare il punto sugli sviluppi in questo campo cruciale. In particolare, le esperienze della Valle d’Aosta e del Piemonte offrono spunti interessanti per comprendere le sfide e le opportunità di questo settore.

L’importanza delle cure palliative

Le cure palliative non si limitano alla gestione del dolore fisico, ma mirano a garantire una qualità della vita dignitosa per i pazienti affetti da malattie gravi o terminali. Questo approccio olistico include il supporto psicologico, sociale e spirituale, non solo per il paziente ma anche per la sua famiglia.

I dati della Valle d’Aosta

L’Usl Valle d'Aosta ha presentato dati incoraggianti per l’anno 2026. L’ambulatorio di Terapia del dolore ha registrato un aumento del 33% delle prestazioni, superando quota 8.000 interventi. Tra questi, circa 1.400 sono state procedure antalgiche invasive, fondamentali per alleviare la sofferenza dei pazienti con patologie croniche o oncologiche.

L’Hospice Beauregard ha accolto 167 pazienti, offrendo 1.971 giornate di degenza in un ambiente specializzato. Inoltre, le cure domiciliari hanno assistito 215 persone, superando le 10.000 giornate complessive di assistenza. Questi numeri testimoniano l’efficacia del modello di integrazione tra ospedale e territorio, un approccio che sta diventando sempre più diffuso.

L’esperienza del Piemonte

Anche in Piemonte, le cure palliative stanno facendo passi da gigante. L’ASL di Biella ha rafforzato la sua Rete Locale di Cure Palliative (RLCP), un’eccellenza riconosciuta a livello regionale e nazionale. Nel 2026, la rete ha assistito 480 pazienti, superando l’obiettivo fissato da Agenas per il 2028.

L’importanza della pianificazione condivisa

Un aspetto fondamentale dell’approccio delle cure palliative è la Pianificazione Condivisa delle Cure (PCC), un diritto garantito dalla legge 219/2017. Questo strumento permette ai pazienti di esprimere le proprie preferenze riguardo alle future scelte di trattamento, in base ai propri valori e alla propria biografia personale e familiare.

Il dott. Luca Marinone, Responsabile della S.S. Cure Palliative ASL BI, sottolinea l’importanza della comunicazione tra medico, equipe curante e paziente: “La comunicazione è il fulcro dell’attività quotidiana di cure palliative, e il tempo dedicato alla comunicazione è tempo di cura alla persona malata.”

La terapia del dolore

Parallelamente allo sviluppo delle cure palliative, anche la terapia del dolore sta registrando progressi significativi. La dott.ssa Manuela Mazza, Responsabile della S.S. Terapia Antalgica ASL BI, ha evidenziato come la struttura abbia ampliato e potenziato la sua offerta, rispondendo a una crescente domanda di assistenza.

Nel 2026, il reparto ha effettuato circa 5.000 prestazioni, tra visite, infiltrazioni e trattamenti di auricoloterapia. Inoltre, sono state eseguite oltre 180 prestazioni di terapia del dolore interventistica, un numero destinato a crescere ulteriormente nel 2026. Le tecnologie di ultima generazione e le tecniche mini-invasive stanno contribuendo a migliorare l’efficacia delle terapie, con un incremento del 60% delle procedure con radiofrequenza nel primo trimestre di quest’anno.

La dott.ssa Mazza ha sottolineato l’importanza del lavoro di équipe: “La dedizione profusa dagli operatori sanitari rappresenta un elemento fondamentale per continuare a sviluppare un servizio che pone al centro la qualità della vita e la dignità della persona.”

In conclusione, le cure palliative e la terapia del dolore stanno evolvendo rapidamente, offrendo nuove opportunità per migliorare la qualità della vita dei pazienti. Le esperienze della Valle d’Aosta e del Piemonte dimostrano come un approccio integrato e umanizzato possa fare la differenza, garantendo un supporto completo e dignitoso per chi affronta malattie gravi o terminali.

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