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Violenza nella casa circondariale di Brissogne: denuncia del Sinappe

Aggressione violenta a Brissogne: il Sinappe accusa una gestione difettosa e domanda azioni immediate.

Violenza nella casa circondariale di Brissogne: denuncia del Sinappe

Nel tardo pomeriggio del 27 ottobre la casa circondariale di Brissogne è diventata teatro di una violenza estrema che ha coinvolto tre membri della Polizia penitenziaria. Una sovrintendente è stata afferrata per i capelli, trascinata lungo il corridoio e colpita con un cestino per l’immondizia; al contempo, due colleghi hanno subito calci e pugni al volto e alla nuca. L’episodio è culminato con il ferimento di una donna agente, segnalando un livello di aggressività mai visto nella struttura.

Le autorità carcerarie hanno immediatamente attivato la procedura di soccorso, ma le lesioni riportate hanno messo in luce gravi carenze operative. I tre agenti, ancora in cura, hanno denunciato non solo gli atti di violenza ma anche la mancanza di supporto logistico e di turni adeguati, elementi che, a loro avviso, hanno favorito la escalation del conflitto. La vicenda si inserisce in un quadro più ampio di tensioni interne, già segnalate in precedenti occasioni.

Dettagli dell’aggressione del 27 ottobre

Secondo le ricostruzioni fornite dal Sinappe, l’attacco è iniziato quando due detenuti hanno afferrato la sovrintendente, strappandola per i capelli e trascinandola fino a farle subire un colpo violento con un cestino di rifiuti. Subito dopo, gli stessi individui hanno diretto calci e pugni verso gli altri due agenti intervenuti, mirando al viso e alla zona cervicale. L’intervento di rinforzo è stato rallentato da turni prolungati, i quali, come afferma il sindacato, potevano arrivare a 12-15 ore consecutive, riducendo la prontezza operativa del personale.

Le ferite riportate dagli agenti

La sovrintendente ha riportato contusioni multiple, una lacerazione alle sopracciglia e un trauma alla zona cervicale. Uno dei due agenti ha subito una frattura nasale, mentre il terzo ha riportato ematomi diffusi al volto. Tutti e tre i feriti hanno dovuto essere trasportati al pronto soccorso di Aosta, dove è stato confermato un periodo di convalescenza variabile. Le assenze per malattia, già in crescita, sono state descritte dal Sindacato come un sintomo di affaticamento cronico del personale.

Reazioni del Sinappe e richieste al governo regionale

Il Sindacato nazionale autonomo di Polizia penitenziaria (Sinappe) ha inviato una comunicazione formale a tutti i vertici dell’amministrazione regionale chiedendo “maggiore attenzione verso la struttura valdostana”. Nel documento, il vicesegretario regionale Matteo Ricucci accusa una gestione “cronica e totale” dei problemi istituzionali, sottolineando che la struttura riceve un numero sproporzionato di detenuti trasferiti da altri istituti per motivi di ordine e sicurezza.

Critiche alla politica di assegnazione dei detenuti

Il sindacato evidenzia che la politica di assegnazione dei detenuti a Brissogne è stata condotta senza adeguati criteri di valutazione, creando una concentrazione di soggetti particolarmente complessi. Alcuni dei detenuti coinvolti nella violenza avevano già mostrato comportamenti aggressivi in precedenti carceri, ma le loro richieste di trasferimento per motivi di sicurezza erano state respinte. Il Sinappe chiede una revisione immediata di tali criteri, affinché la struttura non diventi più un “recipiente dei fallimenti gestionali” di altre strutture del distretto.

Il Sinappe avverte che il deterioramento delle condizioni di lavoro non incide solo sul benessere psicofisico degli operatori, ma compromette anche la capacità dell’istituto di garantire la sicurezza necessaria. La richiesta è chiara: interventi strutturali, revisione dei turni e un cambiamento di rotta gestenziale per evitare ulteriori tragedie nella casa circondariale di Brissogne.

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