Negli ambienti della Casa di Reclusione di Saluzzo si sono accumulate criticità che hanno reso ancor più tesi i turni della Polizia Penitenziaria. Da alcuni giorni il personale segnala acqua di colore marrone ai rubinetti, bidet e docce, e contemporaneamente si sono registrati problemi elettrici che hanno compromesso impianti e servizi. Queste disfunzioni hanno influito sulla quotidianità lavorativa e sulla sicurezza interna, sollevando richieste di accertamenti e interventi urgenti.
La situazione è stata portata all’attenzione pubblica dal sindacato Osapp, che ha sollecitato verifiche sulla qualità e la potabilità dell’acqua e controlli sulle criticità legate al blackout. Nelle dichiarazioni diffuse si denuncia inoltre una mancanza di risposte da parte del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria, ritenuto dal sindacato troppo silenzioso di fronte al peggioramento delle condizioni operative.
Aggressione a un agente durante il blackout alla Casa di Reclusione di Saluzzo
All’interno di questo contesto di criticità si è verificato un episodio di violenza: un detenuto sottoposto al regime di Alta Sicurezza ha colpito al volto un agente di Polizia Penitenziaria, provocando lesioni per le quali è stata diagnosticata una prognosi di sette giorni. L’aggressione è avvenuta mentre il carcere era coinvolto nella gestione di un blackout che aveva limitato la disponibilità di personale e il funzionamento di alcuni sistemi di controllo.
Dinamicità dell’evento e circostanze verificate
Secondo la ricostruzione, il detenuto aveva chiesto di parlare con la sorveglianza, ma al momento non c’era personale disponibile a rispondere alla richiesta a causa dell’emergenza elettrica. L’agente presente ha invitato il detenuto ad attendere: la reazione è stata immediata e violenta, con un pugno al volto del poliziotto. Questo episodio evidenzia come la combinazione di carenza di risorse e malfunzionamenti tecnici possa tradursi in rischi concreti per l’incolumità del personale.
Richieste del sindacato e il richiamo al Dipartimento
Alla luce delle segnalazioni l’Osapp ha richiesto accertamenti immediati sulla qualità dell’acqua e interventi per risolvere il blackout e le altre criticità segnalate. Il segretario generale Leo Beneduci ha denunciato l’inerzia dell’amministrazione, pronunciando un’accusa netta: “La situazione è diventata pericolosa in tutte le carceri d’Italia, mentre continua a regnare il silenzio più assordante da parte del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria.” Queste parole ribadiscono la richiesta di misure concrete per tutelare chi opera quotidianamente all’interno degli istituti penitenziari.
Il sindacato sottolinea che la problematica non riguarda solo la salute del personale, esposta dall’acqua potenzialmente non idonea e dall’assenza temporanea di servizi a causa del blackout, ma anche la dignità e la serenità con cui gli agenti devono poter svolgere il servizio. Viene pertanto chiesto che vengano effettuati controlli tecnici, verifiche sulle forniture idriche e valutazioni sulle condizioni organizzative che hanno reso possibile l’aggressione.
L’insieme degli eventi registrati alla Casa di Reclusione di Saluzzo è presentato come un campanello d’allarme: problemi logistici e strutturali associati a tensioni interne possono comprometterne la sicurezza. Nel dibattito interno alle istituzioni penitentiary queste segnalazioni sono destinate a richiedere risposte precise da parte del Dipartimento, sia nelle verifiche tecniche che nella protezione del personale di Polizia Penitenziaria.
La vicenda mette in luce come guasti apparentemente infrastrutturali, come l’acqua torbida e un blackout elettrico, possano avere ricadute dirette sulla sicurezza operativa: gestione delle emergenze, presenza di personale e reazioni dei detenuti sono fattori strettamente connessi che necessitano di controlli tempestivi e trasparenti.
Per ora restano al centro dell’attenzione le richieste di accertamenti sulla potabilità dell’acqua e la necessità di interventi che ripristinino condizioni di lavoro adeguate per la Polizia Penitenziaria. Le autorità competenti sono chiamate a rispondere alle segnalazioni e a mettere in campo gli interventi tecnici e organizzativi necessari per evitare il ripetersi di episodi analoghi.



