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Valle d’Aosta, Pil pro capite 25% sopra la media italiana

Il Pil valdostano supera la media nazionale del 25% e la regione riduce il gap di genere

Valle d’Aosta, Pil pro capite 25% sopra la media italiana

Il più recente rapporto dell’Istat sulla trasformazione delle Regioni italiane mette in luce come la Valle d’Aosta abbia reagito alla crisi economica del 2007-2008. I dati comparano la situazione attuale con quelli dei decenni precedenti, evidenziando l’impatto sulla produzione interna e sul mercato del lavoro. La regione, pur essendo la più piccola del Paese, è stata una delle più colpite, registrando un calo del Pil che ha sfidato la capacità di ripresa delle altre aree territoriali.

Nel 2024 l’analisi mostra che il Pil pro capite della Valle d’Aosta rimane circa 8% inferiore rispetto al livello di picco registrato subito prima della crisi. Questo scostamento, sebbene contenuto, indica che la regione non è ancora tornata ai livelli pre-crisi, ma ha comunque recuperato una parte significativa del valore perduto negli anni successivi al crollo finanziario globale.

Recupero del Pil dopo la crisi del 2007-2008

Il crollo del pil a seguito della crisi del 2007-2008 ha avuto una ripercussione strutturale sulla Valle d’Aosta, che ha registrato una perdita di valore pari a quasi 8% rispetto al picco del 2007. Tuttavia, negli ultimi anni la regione ha mostrato segnali di consolidamento: il valore attuale del Pil pro capite è 25% più alto della media delle altre regioni italiane, posizionandosi al terzo posto a livello nazionale. Questo risultato testimonia un ritorno alla competitività, anche se non ancora al livello di eccellenza raggiunto decenni fa.

Guardando al passato, nel 1980 la forbice tra la Valle d’Aosta e la media nazionale era del 76% conferendo alla regione il primato più alto del Paese. Oggi, pur mantenendo una posizione di rilievo, è scesa al terzo posto, ma l’aumento del 25% rispetto alla media attuale dimostra una crescita robusta, frutto di politiche di sviluppo territoriale e di investimenti mirati.

Andamento dell’occupazione e riduzione del divario di genere

Le statistiche occupazionali riportate dal medesimo studio indicano che la Valle d’Aosta ha sempre registrato tassi di occupazione superiori alla media nazionale. Questo vantaggio era già evidente nel 1977 e si è ulteriormente accentuato nel 2025, con un divario ancora più marcato. La crescita sostenuta è strettamente legata all’incremento della partecipazione femminile al mercato del lavoro, che ha rappresentato il principale motore dell’aumento occupazionale.

Confronto 1977-2025

Nel 1977 il tasso occupazionale della regione si attestava già al di sopra della media italiana, grazie a settori tradizionali come l’artigianato e il turismo. Nel 2025, i dati mostrano un ulteriore ampliamento di questo vantaggio, dovuto soprattutto all’espansione dei servizi e all’adozione di tecnologie innovative. La componente femminile, in particolare, ha registrato una crescita percentuale significativa, contribuendo a una marcata contrazione del gap di genere nel mercato del lavoro.

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