Nel complesso nazionale, il 2025 ha mostrato una leggera flessione dei reati: le denunce sono scese a 2,36 milioni, ovvero un decremento dell’1,8% rispetto al 2024. Il calo più evidente è stato nei furti, diminuiti di circa 62 mila casi, mentre le truffe e le frodi informatiche hanno registrato una crescita significativa.
Aosta: +15,1% di denunce, un balzo inaspettato
La capitale della Valle d’Aosta si è distinta per l’incremento più marcato del Paese. Sono state registrate 3.306,3 denunce ogni 100mila abitanti corrispondenti a 4.052 segnalazioni complessive, con un aumento annuo del 15,1%. I reati che hanno più contribuito a questo risultato sono le violenze sessuali le estorsioni le percosse e il riciclaggio. Il sindaco Raffaele Rocco ha sottolineato che “episodi prima taciuti ora emergono, il che è un segno positivo di maggiore propensione alla denuncia”.
Posizioni di classifica dei reati più frequenti ad Aosta
Nel dettaglio, Aosta è seconda per violenze sessuali ed estorsioni terza per percosse e riciclaggio sesta per infanticidi minacce e lesioni dolose, settima per truffe e frodi informatiche e ottava per tentati omicidi e delitti informatici. Per altre fattispecie la città si colloca più in basso: 82ª per omicidi volontari, 86ª per furti, 81ª per rapine, 97ª per incendi, 73ª per incendi boschivi, 106ª per danneggiamenti con incendio e 105ª per contraffazione di marchi.
Confronti regionali e nazionali
Il indice di criminalità stilato su base per 100mila abitanti vede al vertice città come Milano, Firenze, Roma, Bologna e Torino. Al polo opposto, le “isole felici” del Sud – Oristano, Potenza ed Enna – registrano le percentuali più basse. In questo scenario, Aosta si piazza al 48° posto a livello italiano, ma con la crescita più accentuata del 2025. Province come Cuneo, Verbano-Cusio-Ossola e Biella mostrano tassi più contenuti, mentre in Piemonte Torino e Alessandria registrano valori più elevati.
Elementi di contesto socio-economico
Il sindaco ha anche evidenziato una fragilità del tessuto sociale: “la Valle d’Aosta ha un primato di suicidi e registra un lieve aumento dello spaccio di sostanze stupefacenti”. La perdita di posti di lavoro e l’emarginazione di alcune fasce della popolazione hanno alimentato una percezione di insicurezza crescente. Per contrastare il fenomeno sono stati potenziati i controlli di polizia e la videosorveglianza, ma le autorità riconoscono che è necessario un intervento più ampio su scuole, associazioni e servizi sociali.
Le cifre indicano non solo una maggiore propensione a denunciare, ma anche una vulnerabilità crescente che richiede interventi integrati tra sicurezza e coesione sociale.



