La decisione di procedere con lavori di adeguamento alle gallerie di Sorreley e Signayes ha riacceso il dibattito sulla gestione del traffico nella zona del Gran San Bernardo. A seguito dell’annuncio di chiusura temporanea delle gallerie, nei giorni successivi il tema della viabilità sulla strada statale 27 è salito al centro delle preoccupazioni locali, portando il Comitato operativo viabilità a confrontarsi sulle contromisure possibili. L’ipotesi di intervento mette in luce la necessità di conciliare esigenze di sicurezza infrastrutturale con la continuità delle attività economiche e dei collegamenti transfrontalieri.
Il gruppo consiliare Avs ha avanzato una proposta netta: consentire il passaggio dei Tir nel traforo solo ai mezzi diretti al Vallese e alla Valle d'Aosta, escludendo i convogli con itinerari internazionali. Questa idea ha suscitato reazioni immediate da parte dei Comuni di Saint-Rhémy-en-Bosses, Saint-Oyen ed Etroubles, che ritengono la misura limitativa e poco aderente alle esigenze del territorio. Per le amministrazioni locali la proposta non risolverebbe i problemi pratici legati a flussi commerciali e lavorativi.
La proposta di Avs e le reazioni dei comuni
Le amministrazioni comunali coinvolte hanno risposto sottolineando come molte imprese valdostane e attività commerciali si basino su un intenso scambio merci con il vicino Vallese e con altri partner esteri, tramite il transito di mezzi pesanti. I sindaci hanno evidenziato che un divieto generalizzato per i Tir con itinerari internazionali potrebbe compromettere operazioni fondamentali come lo sdoganamento e la fornitura regolare di materiali, con conseguenze occupazionali. Al centro della critica c’è la richiesta di non adottare soluzioni che si limitino a ridistribuire il problema senza mitigarlo efficacemente per le comunità locali.
Alternative e mediazione suggerita
Nel corso delle riunioni del Comitato operativo viabilità è stata più volte proposta un’opzione diversa: la gestione dei transiti pesanti tramite limitazioni temporali, ossia finestre orarie in cui il passaggio dei mezzi più grandi viene regolamentato per ridurre i fattori di rischio e alleggerire i flussi nelle ore di punta. Le amministrazioni ritengono che questa strada possa bilanciare l’esigenza di sicurezza con la tutela dell’economia locale, evitando l’impatto drastico che una chiusura selettiva del traforo potrebbe comportare per le aziende che dipendono dal traffico pesante.
Impatto economico e sulla rete viaria
Il nodo cruciale rimane l’effetto sulla rete logistica e sulle attività produttive presenti nel territorio valdostano. Diverse società locali svolgono funzioni legate al transito dei Tir, tra cui il magazzinaggio, lo sdoganamento e la distribuzione di materiali per le imprese edili e commerciali. Limitare in modo drastico gli accessi al traforo significa mettere a rischio posti di lavoro e ridurre gli indotti per bar, alberghi e esercizi commerciali lungo la strada statale 27, con ricadute economiche che le amministrazioni non sono disposte a sottovalutare.
Conseguenze sulla viabilità locale
Se i flussi internazionali venissero deviati o bloccati, il traffico lungo la ss27 potrebbe aumentare in maniera significativa con congestionamenti e criticità per la sicurezza. Le autorità locali mettono in guardia contro soluzioni troppo rigide che non considerano la complessità delle catene logistiche, proponendo invece scenari di gestione dinamica: orari differenziati, controlli mirati e percorsi alternativi temporanei. L’obiettivo è ridurre i rischi durante il periodo dei lavori senza compromettere la funzionalità economica dell’area.
In chiusura, i Comuni interessati hanno chiesto un confronto più approfondito con il gruppo Avs e con gli enti competenti per definire misure condivise che bilancino sicurezza e sostegno all’economia locale. L’appello porta verso una soluzione che privilegi la programmazione e il coordinamento, evitando scelte unilaterali che possano avere effetti negativi duraturi sui residenti e sulle imprese della Valle d’Aosta e del territorio collegato al Gran San Bernardo. La discussione resta aperta e sarà seguita dagli organi locali fino a quando non saranno individuate soluzioni praticabili e sostenibili.



