Durante la notte tra sabato 3 e domenica 4 ottobre, intorno alle 04:30, Davide Cappello dipendente delle Poste italiane da circa due anni, è stato brutalmente aggredito in via Guido Rey una delle strade che costeggiano il centro storico di Aosta. L’assalto, avvenuto in piena oscurità, ha provocato gravi lesioni alla testa, costringendo i soccorsi a trasportarlo d’urgenza all’ospedale Umberto Parini. A causa della gravità delle ferite, i medici hanno eseguito un lungo intervento cranico che, secondo le prime dichiarazioni, è stato delicato e complesso.
Ricovero e condizioni cliniche del 38enne
Al suo arrivo al Parini il paziente si trovava in stato di forte shock incapace di fornire dettagli sull’identità dell’aggressore o sulle motivazioni dell’attacco. Gli specialisti hanno stabilito che le lesioni cerebrali richiedono un monitoraggio continuo in terapia intensiva; le condizioni sono descritte come “gravi ma stabili”, con prospettive di miglioramento soggette a evoluzione. L’intervento chirurgico, definito “lungo e delicato” dalle autorità sanitarie, è stato finalizzato a rimuovere i coaguli e a ridurre la pressione intracranica, operazione cruciale per preservare le funzioni neurologiche.
Indagini della Polizia: testimonianze e prove video
Nel frattempo, la Squadra Mobile ha avviato le indagini, supportata dalla Polizia Scientifica. Un amico della vittima, presente nella zona, è stato il primo a lanciare l’allarme chiamando il 118. Gli agenti hanno raccolto le testimonianze di tutti i soggetti con cui Cappello ha trascorso la serata, al fine di ricostruire gli ultimi spostamenti prima dell’attacco. Le dichiarazioni, sebbene limitate a causa del trauma subito dal ferito, hanno fornito un punto di partenza per l’indagine e hanno permesso di identificare eventuali testimoni oculari.
Raccolta delle testimonianze
Le prime interviste hanno evidenziato che Cappello era stato visto in compagnia di amici in un locale del centro storico, per poi dirigersi verso via Guido Rey poco prima dell’alba. Nessuno dei presenti ha potuto descrivere l’aggressore, poiché l’uomo è stato colto di sorpresa e rapidamente fuggito. Gli investigatori hanno quindi rivolto la loro attenzione al supporto digitale sperando di colmare i vuoti lasciati dal trauma della vittima.
Analisi delle riprese di videosorveglianza
Le autorità hanno avviato una caccia alle telecamere pubbliche e private installate nella zona di via Guido Rey e nel centro storico. Le immagini, una volta analizzate, dovrebbero permettere di stabilire l’orario esatto dell’aggressione, il numero di aggressori coinvolti e il percorso seguito dopo il pestaggio. La Polizia Scientifica sta eseguendo i rilievi sul luogo del ferimento, raccogliendo ogni traccia di sangue, fibre o altri reperti che possano collegare l’autore all’attacco.
Un altro episodio di violenza nella stessa notte
Parallelamente all’aggressione contro Cappello, la notte del 3-4 ottobre ha visto una seconda rissa nella zona del centro storico di Aosta. Secondo le fonti locali, un gruppo di cittadini stranieri è stato coinvolto in una colluttazione che, probabilmente, ha visto l’uso di armi da taglio o oggetti affilati. Tre persone sono rimaste ferite, ma nessuno ha riportato conseguenze letali. Sebbene al momento le autorità non abbiano stabilito un collegamento diretto tra i due episodi, la vicinanza temporale ha spinto gli inquirenti a esaminare eventuali relazioni tra i gruppi coinvolti.
Le forze dell’ordine, ancora in fase di raccolta di prove, invitano chiunque abbia informazioni aggiuntive a farsi avanti, garantendo la massima riservatezza. Nel frattempo, il nome di Davide Cappello rimane al centro dell’attenzione mediatica, mentre la città di Aosta spera in una rapida risoluzione del caso e nel ritorno alla normalità.



