Il 30 settembre 2026, alle ore 08:40, la Compagnia di Cerignola dei Carabinieri è intervenuta in una operazione mirata ad arginare una presunta rete criminale radicata nel territorio foggiano. Gli agenti hanno ristretto le attività illecite che coinvolgevano traffico di sostanze stupefacenti, estorsione aggravata e la produzione di ordigni esplosivi artigianali, noti come “marmotte”. L’azione si è svolta nella zona di Cerignola, un comune della provincia di Foggia, e ha portato alla restrizione preventiva di diversi soggetti ritenuti responsabili di reati gravi.
Come risultato dell’intervento, sette indagati sono stati posti sotto custodia cautelare in carcere in base a un’ordinanza giudiziaria. La decisione è stata presa dopo la raccolta di elementi probatori sufficienti a far ritenere gli imputati coinvolti nella detenzione e nello spaccio di ingenti quantitativi di droga, nonché nell’estorsione aggravata nei confronti di potenziali vittime. L’ordine di custodia è stato emesso dal tribunale competente, garantendo così la permanenza in carcere fino allo svolgimento delle indagini preliminari.
Dettagli sull’operazione e le accuse
Nel corso dell’azione, le forze dell’ordine hanno sequestrato numerose confezioni di sostanza stupefacente, la cui quantità è stata definita come ingente dalle autorità competenti. Gli investigatori hanno inoltre individuato diverse modalità di spaccio tra cui la distribuzione a piccoli gruppi di consumatori locali e il potenziale utilizzo di canali logistici per l’approvvigionamento verso altre aree del Sud Italia. La presenza di estorsione aggravata è stata comprovata attraverso testimonianze e intercettazioni che hanno evidenziato richieste di denaro forzate a soggetti privi di legami diretti con il traffico di droga, ma intimiditi mediante minacce di violenza.
Le cosiddette marmotte
Tra gli elementi più preoccupanti emersi dall’indagine vi è la fabbricazione di ordigni esplosivi artigianali comunemente definiti “marmotte”. Questi dispositivi, realizzati con materiale di facile reperibilità, sono stati concepiti per generare esplosioni di media intensità, potenzialmente utilizzabili per intimidire rivali o per compiere attentati contro soggetti terzi. Gli specialisti della perizia tecnica hanno confermato che le marmotte trovate nella sede dei sospetti erano ancora attive e pronte all’uso, sottolineando così il grave pericolo per la sicurezza pubblica.
Implicazioni per la sicurezza del territorio
La cattura dei sette soggetti rappresenta un segnale forte per la lotta contro il crimine organizzato nella provincia di Foggia. Le autorità hanno sottolineato che il sequestro di droga, il blocco delle attività di estorsione e l’eliminazione delle “marmotte” impediscono la diffusione di violenza e di attività illecite nella comunità. Inoltre, la tempestiva azione dei Carabinieri dimostra l’efficacia dell’intelligence locale e la capacità di coordinamento con le magistrature nella prevenzione di potenziali attentati. Il prossimo passo prevede la prosecuzione delle indagini per individuare eventuali altri membri della rete e garantire un processo equo a tutti gli indagati.



