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Il dibattito sull’educazione affettiva nelle scuole: oltre 570mila firme

La legge Valditara richiede il consenso scritto per le attività sessuali a scuola; il referendum ha già raccolto più di 570mila firme in Valle d'Aosta.

Il dibattito sull’educazione affettiva nelle scuole: oltre 570mila firme

Il decreto 9 giugno 2026, n. 104 noto come legge Valditara è entrato in vigore il 7 luglio scorso e stabilisce che ogni attività scolastica relativa alla sessualità deve ricevere un consenso informato scritto da parte dei genitori o degli studenti maggiorenni. La norma distingue tra programmi curricolari, già esenti, e proposte extracurricolari, alle quali è richiesto il permesso almeno sette giorni prima della loro realizzazione. Parallelamente, è in corso un referendum promosso dal comitato “Sì Educazione Affettiva nelle scuole”, che ha già superato la soglia necessaria per essere validato.

Le disposizioni chiave della legge Valditara

Per le scuole dell’infanzia e della primaria la normativa esclude ogni intervento didattico che tratti tematiche sessuali, lasciando intatto il curriculum tradizionale. Nelle scuole secondarie, invece, l’attività extracurricolare – ad esempio workshop, incontri con esperti o laboratori – richiede una dettagliata richiesta di consenso in cui si esplicitano finalità, obiettivi, contenuti, modalità operative e la presenza eventuale di figure esterne. Le istituzioni devono anche mettere a disposizione dei genitori i materiali didattici proposti, garantendo, in caso di diniego, attività alternative comprese nel Piano triennale dell’offerta formativa.

Obblighi pratici per gli istituti

Il provvedimento impone alle scuole di comunicare la documentazione almeno sette giorni prima dell’evento, consentendo così alle famiglie di valutare con calma l’offerta proposta. Qualora i genitori rifiutino la partecipazione, gli alunni devono essere allontanati dall’aula per quella specifica attività ma non subire alcuna penalizzazione accademica. La norma è stata presentata dal governo come una tutela del ruolo educativo dei genitori, con le forze politiche della Lega e di Fratelli d’Italia che hanno sostenuto sin dall’inizio la restrizione.

Il referendum supera il quorum: 576.477 firme raccolte

Il comitato “Sì Educazione Affettiva nelle scuole” ha lanciato una petizione online per chiedere l’abrogazione della legge, sostenendo che le attività dovrebbero includere non solo il sesso, ma anche concetti di relazioni, rispetto, consenso, emozioni, prevenzione della violenza e sicurezza online. Il portale di monitoraggio ha registrato 576.477 sottoscrizioni, superando ampiamente le 500.000 firme richieste per avviare il referendum. Questo risultato testimonia un forte sostegno pubblico a livello nazionale, ma soprattutto nella regione Valle d’Aosta, dove la campagna ha raccolto più di 570 mila firme in poche settimane.

Reazioni in Valle d’Aosta: la posizione dell’assessore Erik Lavevaz

L’assessore regionale all’Istruzione, Erik Lavevaz ha dichiarato che la normativa non introduce cambiamenti sostanziali rispetto alle prassi già adottate dalle scuole valdostane. “Per noi non cambia nulla, o comunque non cambia granché”, ha spiegato, aggiungendo che i dirigenti scolastici chiedevano già, di prassi, il consenso delle famiglie per ogni attività extracurricolare con la partecipazione di esperti esterni. L’assessorato ha inviato una circolare del Ministero che dettaglia le attività soggette al consenso, ribadendo che le istituzioni non devono ridurre le iniziative, ma semplicemente adeguare la procedura di raccolta delle firme.

Nel caso delle materie curricolari, Lavevaz ha sottolineato che non è richiesto alcun permesso per l’insegnamento di biologia o di altre discipline che trattano del corpo umano. La sua valutazione suggerisce che la legge, pur introducendo una formalità aggiuntiva, non ostacolerà la continuità delle attività educative né impedirà l’intervento di esperti, a patto che vengano rispettati i termini di preavviso.

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