All’inizio del nuovo anno scolastico, famiglie e alunni delle scuole primarie di Orzinuovi attendono ancora l’apertura della mensa comunale. L’opera, avviata nel 2022 con il sostegno dei fondi del PNRR, doveva garantire un servizio di ristorazione interno per più di quattrocento studenti, ma oggi resta chiusa e costosa.
Dal progetto PNRR al completamento dei lavori (2022-2025)
Nel giugno 2022 il Comune approva il progetto definitivo-esecutivo della nuova mensa, finanziato con circa 1,19 milioni di euro del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. Agosto vede l’assegnazione dell’appalto, mentre a dicembre viene affidato l’incarico professionale per la progettazione esecutiva e il coordinamento della sicurezza. I lavori procedono senza interruzioni apparenti e, maggio 2025 l’intervento viene dichiarato concluso.
Capienza insufficiente
Il problema più evidente nasce subito dopo la chiusura dei cantieri: la struttura dispone di soli 100 posti a sedere a fronte di una popolazione scolastica di 429 alunni. Con l’adozione, prevista dalla normativa, dell’orario a tempo pieno la mensa dovrebbe servire tutti gli studenti in un unico turno, ma la capienza attuale obbligherebbe a gestire due turni complicando l’organizzazione didattica.
L’intervento di adeguamento e le sue contraddizioni (2026)
Per sanare la situazione, a maggio 2026 l’Amministrazione approva un nuovo progetto di adeguamento del valore di 985 mila euro interamente a carico dei fondi comunali. I lavori, avviati a luglio 2026 hanno una scadenza ufficiale fissata al 15 novembre 2026 soggetta però a possibili proroghe per collaudi e autorizzazioni.
Eliminazione della cucina interna
La revisione progettuale comporta una scelta sorprendente: gli spazi originariamente destinati a cucina, dispensa e preparazione dei pasti vengono demoliti. Le aree appena costruite sono riconvertite in sale mensa, aumentando il numero di tavoli ma cancellando la capacità di cucinare in loco.
Riflessi sul contesto urbano e sul bilancio comunale
Il nuovo edificio sorge in una zona di pregio, accanto alle antiche mura venete all’acquedotto storico in mattoni e al tradizionale edificio delle scuole elementari. Un contesto che avrebbe potuto beneficiare di una progettazione architettonica di alto livello, invece viene compromesso da una serie di decisioni poco coerenti. Il totale speso dalla collettività supera i 2,2 milioni di euro includendo sia la realizzazione dell’opera originale sia i costi di adeguamento e demolizione delle sezioni appena costruite.
Quattro elementi emergono con chiarezza: ritardi eccezionali nei tempi di consegna, capienza inadeguata rispetto alle esigenze scolastiche, cancellazione di un servizio essenziale (la cucina interna) e spese complessive che superano i due milioni di euro per una mensa ancora non operativa.
Di fronte a questi dati, i rappresentanti della lista Orzifutura e il Gruppo Consiliare omonimo chiedono massima trasparenza su scelte, costi e responsabilità, sia tecniche che politiche, per capire come sia stato possibile approvare un progetto così sbagliato fin dall’inizio e perché si sia optato per una demolizione subito dopo la conclusione dei lavori.



