Il comparto unico regionale della Valle d'Aosta ha annunciato un finanziamento di circa 120 euro all’anno per ciascun dipendente scolastico, destinato a una platea di circa 8.000 persone. Il totale disponibile ammonta a circa 960 mila euro annui, ma al momento non esiste ancora un accordo definitivo né un capitolato che descriva le prestazioni garantite. Senza questi documenti, i beneficiari non sanno quali servizi saranno coperti, quali siano i massimali o le eventuali franchigie, né quali strutture saranno convenzionate.
Finanziamento regionale e limiti concreti
Pur trattandosi di un stanziamento non legato al bilancio scolastico, la mera disponibilità di fondi non equivale a una copertura sanitaria adeguata. La Regione ha reso noto il valore medio di 120 euro per persona, ma non ha ancora definito parametri essenziali come i massimali di rimborso, le exclusioni di patologie pregresse, i tempi di rimborso o la rete di strutture convenzionate. Questo vuoto informativo crea incertezza tra gli insegnanti, che temono di scoprire, al momento della fruizione, limiti troppo stringenti rispetto alle aspettative.
Il punto di vista dei sindacati
FLC CGIL, CISL Scuola e Snals hanno espresso forte critiche alla gestione attuale. Le organizzazioni sindacali chiedono che le risorse pubbliche generino un beneficio concreto, garantendo la libertà di scelta dell’operatore sanitario e l’assenza di adesioni automatiche senza un consenso informato. In particolare, FLC CGIL sottolinea che l’autonomia speciale della Valle d’Aosta dovrebbe consentire decisioni più rapide, ma al momento l’accordo non sarà firmato prima di dicembre, prolungando i tempi di attesa per i dipendenti.
Il meccanismo nazionale a confronto
A livello nazionale, il Ministero della Salute, tramite UniSalute, ha attivato una polizza a adesione volontaria con finestre di iscrizione dal 10 al 20 settembre 2026 e copertura valida dal 30 settembre 2026 al 29 settembre 2030. Tuttavia, per il personale scolastico valdostano il meccanismo non si applica automaticamente a causa della disciplina contrattuale regionale. L’assessore Lavevaz ha dichiarato che non verrà adottato il CCNI nazionale, ma si intende garantire, se non maggiori, benefici analoghi mediante il contratto regionale sull’assistenza sanitaria.
Il risultato è una situazione di duplice percorso: da un lato il regime nazionale con polizza volontaria, dall’altro una proposta regionale ancora in fase di definizione. I sindacati temono che il valore di 120 euro annui possa risultare insufficiente per coprire prestazioni aggiuntive, come visite odontoiatriche o oculistiche, e che la mancanza di trasparenza possa indurre gli insegnanti a sottoscrivere nuove polizze senza valutare costi e benefici reali.
I sindacati continueranno a monitorare l’iter contrattuale, chiedendo che le prestazioni siano specificate, i massimali definiti e che l’adesione sia sempre volontaria e informata, al fine di trasformare le risorse in una reale tutela sanitaria per il personale scolastico della Valle d’Aosta.



