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Aosta, Fratelli d’Italia vuole vietare l’asporto alcolico dalle 21:30

Fratelli d'Italia vuole fermare la vendita serale di alcolici nei minimarket di Aosta per 30 giorni, lasciando intatti bar e ristoranti.

Aosta, Fratelli d’Italia vuole vietare l’asporto alcolico dalle 21:30

Il gruppo consiliare di Fratelli d’Italia Vda ha deciso di introdurre una nuova proposta al Consiglio comunale di Aosta. La mozione, che sarà discussa nelle sedute del 22, 23 e 24 settembre, prevede una sperimentazione di trenta giorni durante i quali la vendita per asporto di bevande alcoliche e superalcoliche sarà sospesa in determinati esercizi.

Dettagli della proposta di blocco della vendita serale

Secondo il testo depositato dal capogruppo Giuseppe Manuel Cipollone la sospensione riguarderà gli orari compresi tra le 21:30 e le 07:00 del mattino. Sono interessati i negozi di vicinato del settore alimentare o misto, tipicamente i minimarket etnici e i piccoli punti alimentari che rimangono aperti fino a tarda notte. Bar, ristoranti, pub e altri esercizi di somministrazione rimarranno espressamente esclusi.

Fascia oraria e tipologia di esercizi

L’intervallo temporale è pensato per coprire la fascia in cui, secondo i consiglieri, si verificano maggiori disturbi di ordine pubblico legati al consumo di alcolici in strada. La selezione delle zone specifiche dove applicare il provvedimento sarà definita successivamente dall’Amministrazione comunale, sulla base di una valutazione operativa.

Motivazioni legate alla sicurezza urbana

La spinta di Fratelli d’Italia nasce dall’osservazione di fenomeni di rumore, abbandono di bottiglie e rifiuti, e disordini in spazi pubblici come via Festaz, dove più di 200 residenti hanno firmato un esposto. Cipollone ha sottolineato che “non si può rispondere solo con il no” e ha elencato una strategia combinata: controllo del territorio, maggiore illuminazione, videosorveglianza, impiego diverso della Polizia locale e interventi mirati contro il degrado.

Distinzione tra vendita al dettaglio e somministrazione

Il partito ha ribadito che l’obiettivo non è colpire la vita serale della città né penalizzare la ristorazione. La differenza tra la vendita per asporto nei negozi e la somministrazione nei locali è fondamentale: i primi non hanno obblighi di vigilanza sul consumo, a differenza di bar e ristoranti che devono garantire un presidio dell’esercizio commerciale.

Riferimenti normativi e precedenti amministrativi

Per legittimare l’intervento, Cipollone ha richiamato l’articolo 50, comma 7-bis, del Testo unico degli enti locali che conferisce al Sindaco ampi poteri in materia di orari di vendita di alcolici. Inoltre, il Protocollo MoVdA rinnovato nel 2025, già prevedeva controlli sulla vendita di bevande alcoliche da parte di minimarket e attività simili, dimostrando che la questione è stata precedentemente riconosciuta come meritevole di attenzione.

Il coordinatore cittadino Lorenzo Aiello ha chiesto all’Amministrazione di compiere “il passo immediatamente conseguente”, sottolineando che la stessa giunta ha già valutato la questione in passato. La fase sperimentale di trenta giorni servirà a misurare gli effetti concreti del provvedimento e a capire se sia opportuno renderlo permanente attraverso strumenti giuridici e regolamentari.

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