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Lega Valle d’Aosta: il crocifisso è un simbolo storico da preservare

La Lega Valle d’Aosta lancia la campagna 'Touche pas à ma croix' per difendere il crocifisso nell’aula del Consiglio comunale di Aosta, contrastando la mozione di Avs.

Lega Valle d’Aosta: il crocifisso è un simbolo storico da preservare

In un momento di dibattito acceso sulla laicità delle istituzioni, la Lega Valle d’Aosta ha deciso di schierarsi con fermezza in difesa del crocifisso presente nell’aula del Consiglio comunale di Aosta. La decisione segue una mozione presentata dal gruppo consiliare di Avs che chiede la rimozione del simbolo religioso, scatenando una vivace discussione politica.

La campagna, intitolata ‘Touche pas à ma croix’ è stata lanciata per sensibilizzare l’opinione pubblica sull’importanza storica e culturale del crocifisso, che secondo la Lega rappresenta un segno della nostra storia. La capogruppo Sylvie Spirli ha dichiarato che il gruppo consiliare della Lega voterà contro la mozione, definendola una vera e propria aggressione ad un simbolo che appartiene alla storia di tutti.

Il crocifisso come simbolo identitario

Per la Lega Valle d’Aosta, il crocifisso non è un semplice oggetto di culto, ma un simbolo che riflette l’identità e la tradizione della comunità. ‘Il crocifisso è appeso in quell’aula da generazioni’ afferma il movimento in una nota, sottolineando che non ha mai impedito a nessuno di esercitare i propri diritti o di partecipare attivamente alla vita politica.

La rimozione del crocifisso, secondo la Lega, non risolverebbe alcun problema reale, ma creerebbe una nuova frattura identitaria in un momento in cui Aosta ha bisogno di risposte concrete su questioni come l’emergenza abitativa, la sicurezza e il decoro urbano. ‘Rimuoverlo non risolverebbe alcun problema reale ma ne creerebbe uno nuovo’ si legge nella nota del Carroccio.

La posizione giuridica e il paradosso della mozione

La Lega ha richiamato l’orientamento giurisprudenziale sul tema, citando la sentenza della Corte europea dei diritti dell’uomo del 18 marzo 2011 e la sentenza della Corte di Cassazione n. 24414 del 9 settembre 2021. Secondo il Carroccio, la mozione di Avs presenta un paradosso poiché richiama la storica sentenza della Corte costituzionale n. 203 del 1989, che definisce la laicità come garanzia dello Stato per la salvaguardia della libertà di religione in regime di pluralismo.

La Lega sostiene che la premessa giuridica della mozione conduce alla conclusione opposta a quella del suo dispositivo. ‘Dalla laicità intesa come garanzia del pluralismo non discende affatto l’obbligo di spogliare i luoghi pubblici dei loro simboli’ afferma il Carroccio, sottolineando che la laicità non è indifferenza verso il fenomeno religioso, ma garanzia dello Stato per la salvaguardia della libertà di religione in regime di pluralismo.

La distinzione tra aule consiliari e scolastiche

La Lega ha inoltre distinto il caso dell’aula consiliare da quello delle aule scolastiche, sottolineando che un’aula consiliare non è un’aula scolastica. ‘Qui non ci sono minori in formazione né un pubblico obbligato a esserci, ma rappresentanti adulti, liberamente eletti dai cittadini’ afferma il movimento, ribadendo che il crocifisso non condiziona le deliberazioni o i diritti dei consiglieri.

La campagna ‘Touche pas à ma croix’ continua a raccogliere consensi, sottolineando l’importanza di preservare i simboli storici che caratterizzano la nostra cultura e tradizione.

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