12 Ottobre 2026 ☀ 20°

Ghiacciai del Monte Bianco: ritiro di 15 metri in sei anni

La Carovana dei ghiacciai 2026 ha rivelato dati preoccupanti sul ritiro dei ghiacciai del Monte Bianco, con il ghiacciaio del Miage che ha perso 15 metri in sei anni.

Ghiacciai del Monte Bianco: ritiro di 15 metri in sei anni

Il Monte bianco simbolo delle Alpi europee, sta vivendo una crisi senza precedenti. La Carovana dei ghiacciai 2026 organizzata da Legambiente in collaborazione con Cipra Italia e la Fondazione Glaciologica Italiana ha portato alla luce dati allarmanti sullo stato di salute dei ghiacciai del massiccio.

Dal 20 al 24 agosto, esperti e volontari hanno monitorato i cambiamenti nel versante italiano del Monte Bianco, tra la Val Veny e la Val Ferret evidenziando un ritiro glaciale senza precedenti.

Il ghiacciaio del Miage: un ritiro di 15 metri in sei anni

Uno dei dati più preoccupanti riguarda il ghiacciaio del Miage che ha perso 15 metri di spessore negli ultimi sei anni, un’altezza equivalente a un edificio di cinque piani. Questo fenomeno ha portato a un aumento delle colate detritiche e dei crolli con le morene che si deformano e nuovi laghi che si formano.

Vanda Bonardo, responsabile nazionale Alpi di Legambiente e presidente di Cipra Italia, ha dichiarato: “Il massiccio del Monte Bianco è un luogo dove gli effetti dei cambiamenti climatici sono particolarmente evidenti. In questa seconda tappa abbiamo osservato il ghiacciaio del Miage, in Val Veny, e quello di Planpincieux, in Val Ferret. Quest’ultimo ci ricorda quanto la montagna sia fragile e quanto, insieme al cambiamento del ghiaccio, stiano cambiando anche le condizioni di sicurezza per le comunità che vivono e frequentano questi territori.”

Il ghiacciaio di Planpincieux: un movimento preoccupante

Un’altra area di grande preoccupazione è il ghiacciaio di Planpincieux che sta mostrando un movimento accelerato, con punte di due metri al giorno durante i periodi estivi di massima criticità. Questo ghiacciaio è sotto costante osservazione per evitare potenziali danni al fondovalle antropizzato.

Valter Maggi, presidente della Fondazione Glaciologica Italiana e professore dell’Università di Milano-Bicocca, ha sottolineato: “La vista al Ghiacciaio di Planpincieux ha offerto una testimonianza diretta di come i cambiamenti climatici stiano accelerando il ritiro dei ghiacciai alpini, rendendo il monitoraggio e la gestione del rischio glaciale non solo un impegno scientifico, ma una responsabilità concreta verso i territori e le comunità che convivono con questi ambienti in rapida e continua trasformazione.”

Monitoraggio e prevenzione

Jean Pierre Fosson, segretario generale della Fondazione Montagna Sicura, ha spiegato l’importanza del monitoraggio costante: “Su 172 apparati glaciali della Regione autonoma Valle d'Aosta, abbiamo alcune situazioni che meritano un attenzionamento particolare. Questi apparati glaciali sono oggetto di attenti monitoraggi con le migliori strumentazioni. In particolare, il ghiacciaio Planpincieux è costantemente osservato perché le sue dinamiche estremamente importanti possono arrecare dei danni al fondovalle antropizzato.”

La Carovana dei ghiacciai 2026 ha anche organizzato un flash mob in quota per sensibilizzare sulla gestione del rischio glaciale e sull’importanza di politiche di mitigazione e adattamento. L’appello è chiaro: servono monitoraggi costanti, più finanziamenti alla ricerca scientifica e un coinvolgimento attivo delle comunità locali.

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