La vicenda del palaghiaccio di Aosta è tornata al centro del dibattito pubblico dopo un’interrogazione presentata in consiglio comunale dal capogruppo di Forza Italia, Christian Chuc. Al centro della questione ci sono circa 200 mila euro spesi per interventi che prolungano la vita dell’attuale struttura in attesa del nuovo impianto, e le critiche sulla gestione delle risorse pubbliche. L’amministrazione comunale sostiene che si tratti di misure necessarie per tutelare l’attività sportiva locale e evitare che centinaia di famiglie restino senza servizi.
L’assessore alle Opere pubbliche, Corrado Cometto, ha illustrato nei dettagli i costi e le motivazioni: dal noleggio del gruppo frigorifero in affitto alla verifica della vulnerabilità antisismica della struttura, fino alla pianificazione della gara per il nuovo impianto. Secondo il Comune, le azioni intraprese sono state dettate dalla necessità di non interrompere l’attività sportiva per oltre 500 atleti, molti dei quali di alto livello, e di arrivare preparati all’apertura del nuovo palaghiaccio prevista per la primavera 2029.
Perché il Comune investe ancora nella vecchia struttura
Il nucleo della strategia comunale è evitare una soluzione emergenziale che lascerebbe scoperti centinaia di praticanti e società sportive. Il Comune ha spiegato che il costo stimato per il noleggio del gruppo frigorifero fino al 31 dicembre è di 108 mila euro più Iva per le prime 33 settimane, a cui si aggiungono 3.500 euro per ogni settimana ulteriore. Questo passaggio è stato definito dall’assessore come strumentale a predisporre un bando per l’affitto più esteso, che coprirà il periodo fino al cantiere del nuovo impianto.
Costi, affidamenti e limiti normativi
Cometto ha sottolineato che gli importi rientrano nelle soglie previste per l’affidamento diretto e che non si supereranno i limiti di legge per i contratti in essere. L’obiettivo dichiarato è disporre di una soluzione tecnica che permetta la continuità dell’attività agonistica senza gravare ulteriormente sul bilancio comunale. Le analisi condotte comprendono anche uno studio di fattibilità sulla miglioria antisismica dell’edificio: per questo sono stati stanziati circa 35 mila euro per le verifiche preliminari.
Le critiche politiche e le preoccupazioni sulla gestione
Dalla minoranza è arrivata una richiesta di chiarimenti sul piano economico e sulla sostenibilità di interventi ripetuti su una struttura che, secondo i critici, ha ormai superato i limiti di esercizio. Christian Chuc ha citato gli interventi già effettuati per risolvere problemi d’impianto, tra cui circa 170 mila euro spesi per il raffreddamento della pista, e ha messo in dubbio la scelta di destinare risorse a lavori che appaiono transitori invece di indirizzarle su interventi strutturali su altri impianti.
Priorità tra impianti e trasparenza
Chuc ha sollevato lo scarto di priorità rispetto ad altre strutture come il Palaindoor o la via Volontari del Sangue, quest’ultima segnalata per la necessità di rimuovere un tetto in eternit. La critica si concentra sulla pianificazione: secondo l’opposizione, il rischio è procedere di emergenza in emergenza senza una programmazione economica e tecnica chiara e condivisa.
La prospettiva sul nuovo impianto e gli altri interventi
Dal fronte dell’esecutivo arriva invece la promessa di un rilancio. L’amministrazione conferma che il cantiere per il nuovo palaghiaccio dovrebbe partire entro pochi mesi per consentire l’apertura nella primavera 2029, momento in cui scatterà anche la maxi rata del leasing in costruendo. Per preservare il patrimonio sportivo locale si ritiene che la strada intrapresa sia l’unica percorribile: senza misure temporanee si correrebbe il rischio concreto di interrompere attività e competizioni.
Contestualmente, il Comune sottolinea altri interventi programmati: sono stati stanziati 2 milioni per riaprire il Palaindoor, sono previsti lavori alla pista di atletica e sono pianificati i lavori per la piscina scoperta che dovrebbero iniziare in autunno. L’assessore definisce gli interventi «sofferti ma necessari» per garantire servizi sportivi adeguati mentre si procede verso la realizzazione del nuovo impianto.
La discussione in consiglio evidenzia la tensione tra la necessità di tutela dell’attività sportiva e le richieste di maggiore trasparenza e programmazione delle risorse. Resta aperto il confronto politico sui criteri di priorità e sulle scelte di spesa, ma l’amministrazione difende la propria linea con l’obiettivo dichiarato di non lasciare scoperti atleti e società fino all’entrata in funzione della nuova struttura.



