Il dibattito sul codice d’argento per gli over 75 al pronto soccorso dell’ospedale Parini di Aosta ha acceso le discussioni in Consiglio Valle. La proposta, avanzata dai sindacati dei pensionati, mira a garantire un percorso dedicato agli anziani fragili per ridurre i tempi di attesa e migliorare la presa in carico.
Tuttavia, il governo regionale ha deciso di non adottare questo modello, ritenendo che il sistema valdostano sia già strutturato per garantire una presa in carico personalizzata dei pazienti anziani e fragili. Scopriamo i dettagli di questa decisione e le reazioni delle opposizioni.
Le interpellanze in Consiglio Valle
Oggi in Consiglio Valle sono state presentate due interpellanze sul codice d’argento. La prima è stata illustrata da Andrea Manfrin della Lega Vallée d’Aoste e La Renaissance Valdôtaine mentre la seconda è stata presentata da Chiara Minelli di Alleanza Verdi e Sinistra.
Entrambe le interpellanze prendono spunto dalla proposta avanzata lo scorso marzo dai sindacati dei pensionati Spi-CgilFnp-CislUilp-Uil e Savt Retraités che chiedono di introdurre un percorso dedicato agli anziani fragili per ridurre i tempi di attesa e garantire una presa in carico più rapida.
Il codice d’argento: cosa prevede
Il cosiddetto codice d’argento nato nel 2009 come progetto sperimentale del Ministero della Salute, prevede un percorso specifico per i pazienti over 75 o particolarmente fragili. Questo modello valuta non soltanto la gravità clinica, ma anche patologie croniche, condizioni sociali e livello di autonomia.
Manfrin ha ricordato come il modello sia ormai consolidato in diverse regioni italiane e non rappresenti un’esperienza isolata. Minelli ha sottolineato che la proposta non è nuova ed è stata avanzata unitariamente dalle organizzazioni dei pensionati, evidenziando come una revisione del triage permetterebbe di individuare fin dall’accesso i pazienti più fragili, evitando loro lunghe attese spesso incompatibili con le loro condizioni.
La risposta dell’assessore alla Sanità
A rispondere è stato l’assessore alla Sanità Carlo Marzi che ha ricordato di avere incontrato i rappresentanti dei pensionati già nel mese di maggio. Secondo l’assessore, il modello organizzativo del pronto soccorso del Parini già oggi tiene conto della fragilità della persona.
«Il nostro sistema di triage si fonda su una valutazione personalizzata – ha spiegato Marzi -. L’infermiere non considera soltanto il sintomo, ma anche età e condizioni complessive del paziente. Di fatto esiste già un percorso assimilabile al codice d’argento, anche se non è identificato con un braccialetto di quel colore».
Marzi ha inoltre evidenziato come il tempo medio di attesa per gli anziani sia contenuto entro le due ore e ha ricordato il lavoro svolto dal bed management per ridurre la permanenza dei pazienti in attesa di ricovero, organizzando più rapidamente i posti letto disponibili.
La vera sfida, secondo l’assessore, è evitare che gli anziani arrivino in pronto soccorso se non nei casi realmente urgenti. Da qui il richiamo al modello territoriale valdostano, che punta sulla valutazione multidimensionale attraverso le Unità di valutazione multidimensionale (Uvmd), sull’integrazione tra specialisti e sul potenziamento dell’assistenza domiciliare, che oggi segue oltre 3.200 persone direttamente nelle loro abitazioni con l’obiettivo di prevenire riacutizzazioni e ricoveri.
«Monitoriamo con attenzione le esperienze del codice d’argento – ha aggiunto Marzi – ma non possiamo copiarle automaticamente. La Valle d’Aosta ha un solo ospedale e un solo pronto soccorso: non possiamo applicare modelli pensati per grandi realtà metropolitane. Ogni nuova procedura comporta inoltre un aggravio di lavoro per un personale già fortemente impegnato».
Le critiche delle opposizioni
Le spiegazioni dell’assessore non hanno convinto i proponenti. Manfrin ha evidenziato una contraddizione nella risposta della Giunta: «Ci è stato detto contemporaneamente che il codice d’argento già esiste e che non può essere introdotto perché inadatto alla nostra realtà. O c’è oppure non c’è. Se davvero funziona, perché non formalizzarlo?»
Il consigliere ha inoltre osservato che il dato del tempo medio di attesa non descrive le singole situazioni e che un percorso dedicato potrebbe ulteriormente ridurre le attese per gli anziani più fragili.
Anche Minelli ha insistito sulla necessità di approfondire la proposta. «La prevenzione territoriale è fondamentale, ma non evita gli accessi al pronto soccorso per cadute o traumi», ha osservato, raccontando di avere trascorso personalmente 18 ore al Parini, dove ha potuto constatare sia il grande lavoro del personale sanitario sia le difficoltà vissute da molti anziani costretti ad attendere a lungo, spesso senza il supporto di familiari.
Per la consigliera di Avs, assistenza domiciliare e codice d’argento non sono strumenti alternativi ma complementari. «Nessuno chiede di copiare un modello identico a quello di altri ospedali – ha concluso -. Si tratta piuttosto di riflettere su come adattare anche in Valle d’Aosta un percorso dedicato alle persone più fragili, valorizzando quanto già funziona ma introducendo ulteriori miglioramenti».



