23 Maggio 2026 ☀ 25°

Vingegaard attacca a 4,5 km e prende la maglia rosa ad Aosta-Pila

Vingegaard ha chiuso la 14ª tappa con un attacco deciso in salita: dalla vittoria di tappa alle ripercussioni in classifica, tutto quello che c'è da sapere

Vingegaard attacca a 4,5 km e prende la maglia rosa ad Aosta-Pila

La 14ª tappa del Giro d’Italia, disputata sull’impegnativa Aosta-Pila, si è trasformata in un palcoscenico per Jonas Vingegaard che ha firmato un’azione risolutiva negli ultimi chilometri e ha conquistato la maglia rosa. In un percorso di 133 km con 4.350 metri di dislivello, la resa dei conti è avvenuta nel tratto più duro della salita finale, davanti a una cornice di tifosi e paesaggi alpini che hanno condito la giornata.

La performance della squadra Visma-Lease a Bike è stata determinante: il gruppo ha gestito il ritmo, neutralizzato i fuggitivi e preparato il terreno per l’affondo del loro capitano. L’attacco, sferrato a circa 4,5 km dall’arrivo, ha certificato la superiorità del danese e ha cambiato la classifica generale in modo netto, lasciando dietro leader e inseguitori scossi dal passo imposto.

La tappa e l’attacco decisivo

La frazione Aosta-Pila era attesa come la prima vera giornata di montagna del Giro: 16,5 km di salita finale con una pendenza media del 7,1% e punte dell’11%, e negli ultimi 4,9 km una media che sale vicino al 7,8%. Dopo ore di corsa caratterizzate da una fuga iniziale con un vantaggio superiore ai tre minuti, il gruppo dei favoriti ha ricucito lo strappo grazie al lavoro dei gregari. Il momento chiave è arrivato quando Vingegaard ha alzato il ritmo e ha piazzato l’attacco, staccando gli avversari e involandosi verso Pila con passo costante e potente.

Come è nato l’attacco

Nel tratto più aspro della salita la Visma ha dosato le forze: Campenaerts e Kuss hanno agito da metronomi e hanno contenuto le reazioni, consentendo a Vingegaard di lanciare l’azione decisiva. L’attacco è stato netto e progressivo: in pochi metri il danese ha guadagnato margine e si è trovato presto in solitaria, mentre alle sue spalle alcuni big hanno provato a contenere i danni ma senza riuscire a ricucire completamente.

Ordine d’arrivo e impatto sulla classifica

Al traguardo di Pila il podio ha visto sul gradino più alto Jonas Vingegaard, seguito dall’austriaco Felix Gall a 49 secondi e da Jai Hindley a 58 secondi. Prestazioni notevoli anche da parte degli italiani: Davide Piganzoli ha chiuso in quarta posizione a 1 minuto e 3 secondi, subito davanti a Giulio Pellizzari a 1 minuto e 3 secondi. I corridori della fuga iniziale sono stati ripresi nella salita finale, incapaci di resistere al ritmo imposto dal gruppo dei favoriti.

Cosa è successo alla maglia rosa

Il portoghese Afonso Eulalio, partito con la maglia rosa, non è riuscito a reggere il ritmo negli ultimi 10 km: ha perso terreno progressivamente sotto l’azione dei gregari avversari e ha tagliato il traguardo in una posizione lontana dalla vetta, chiudendo la tappa in quindicesima posizione a 2 minuti e 49 secondi. Dopo nove tappe in testa, Eulalio cede dunque la leadership, ma conserva comunque la maglia bianca di miglior giovane con un margine su Pellizzari.

Analisi tecnica e prospettive per il Giro

La vittoria di Vingegaard conferma il suo stato di forma: già vincitore del Tour de France nel 2026 e 2026 e della Vuelta nel 2026, il danese dimostra di essere il grande favorito anche in questo Giro. La sua azione a Pila è stata una combinazione di potenza e tempismo, supportata da una squadra che ha lavorato con grande intelligenza tattica per isolare gli avversari e spalancare la strada al capitano.

Dettagli tecnici

Dal punto di vista tattico, il controllo della corsa prima dell’ultima salita è stato fondamentale: il gruppo guidato da Visma-Lease a Bike ha ridotto il vantaggio dei fuggitivi e ha imposto un ritmo selettivo. L’uso del GPM e la gestione del dislivello hanno messo in evidenza come, nelle tappe di alta montagna, la sinergia tra capitano e gregari sia spesso l’elemento decisivo per ottenere risultati di prestigio.

In classifica generale Vingegaard balza al comando con un vantaggio di 2 minuti e 26 secondi su Afonso Eulalio e 2 minuti e 50 secondi su Felix Gall. La corsa ripartirà con tappe diverse ma non meno insidiose: la nuova leadership modifica le strategie e apre scenari interessanti verso l’arrivo finale a Roma, lasciando agli avversari la responsabilità di ribaltare o contenere il pronostico imposto oggi sulle strade valdostane.

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