23 Maggio 2026 ☁ 20°

Aosta cuore rosa, storie di fatica e famiglia alla vigilia della tappa Aosta‑Pila

Al mercato coperto di Aosta tre protagonisti dello sport valdostano hanno condiviso infanzia, sacrifici e strategie mentali, tra aneddoti, vini locali e la vigilia del Giro

Aosta cuore rosa, storie di fatica e famiglia alla vigilia della tappa Aosta‑Pila

Il ciclo di appuntamenti Aosta cuore rosa si è chiuso in un clima di confronto e racconto al mercato coperto di Aosta, dove i sapori del territorio e i vini del Consorzio Vini Valle d’Aosta hanno fatto da cornice a storie personali di sport. L’incontro, promosso dal Comune di Aosta e moderato dal giornalista Davide Pellegrino, è arrivato alla vigilia della tappa del Giro d’Italia con partenza dal capoluogo e arrivo a Pila, trasformando la piazza coperta in un palcoscenico per tre atleti che hanno raccontato il loro cammino.

Le origini: pedalare da bambini e imparare con la mountain bike

A parlare sono stati Mattia Agostinacchio, professionista del team EF Education‑EasyPost, Etienne Grimod del team Solme‑Olmo‑Arvedi e la triatleta olimpionica Charlotte Bonin. Tutti e tre ricordano di essere saliti in sella da età prescolare, intorno ai due anni e mezzo, e di avere mosso i primi passi su mezzi molto diversi: Mattia evoca una bici in legno a quattro ruote e poi il primo impatto brutale con un camper quando furono tolte le rotelle. Per tutti la mountain bike è stata una palestra tecnica fondamentale: come ha sottolineato Grimod, l’esperienza fu cruciale per sviluppare coordinazione e abilità in sella.

Specializzazioni e prime vittorie

I percorsi sportivi si sono poi orientati: Agostinacchio ha costruito la carriera tra strada e ciclocross, diventando campione mondiale e europeo Under 23 nella specialità; Grimod ha conciliato con successo pista e strada, con risultati internazionali tra cui un podio nella Coppa del Mondo su pista in Malesia e il titolo mondiale juniores a squadre; Bonin, passata dall’atletica al triathlon dopo un periodo di riabilitazione in piscina, ha conquistato medaglie continentali e mondiali e ha rappresentato l’Italia in due edizioni olimpiche, piazzandosi diciassettesima a Rio.

Fatica, gestione della pressione e il valore delle scelte

Un filo comune tra i tre è la capacità di accogliere la sopportazione della fatica come strumento di crescita. Per Grimod, giovane e schietto, ci sono giornate in cui «segherei in due la bicicletta», ma sono proprio quei momenti che spingono al miglioramento. Bonin ha raccontato come imparare a dosare lo sforzo secondo la situazione le abbia permesso di fare il salto di qualità; Agostinacchio ha invece spiegato che il concetto di rinuncia non è visto come perdita ma come scelta, una lezione trasmessa dal padre e primo allenatore.

Pressione e supporto mentale

La gestione della pressione è emersa come tema centrale: per Grimod non è d’ostacolo, Bonin l’ha percepita soprattutto in fase di qualificazione olimpica, mentre Agostinacchio ha lavorato a lungo con un mental coach per trasformare ansia e tensione in energia positiva. Il risultato, hanno raccontato, non nasce solo dall’allenamento fisico ma anche da strategie mentali che consentono di performare nei momenti decisivi.

Scuola, famiglia e prospettive per lo sport giovanile

Oltre alle domande tecniche, l’incontro ha acceso una discussione sul rapporto tra scuola e sport: i tre atleti hanno evidenziato difficoltà nel conciliare il percorso scolastico tradizionale con impegni internazionali. Bonin ha dovuto saltare l’ultimo anno a causa della partecipazione olimpica a Pechino ma in seguito si è diplomata in lingue; Grimod ha optato per il diploma da privatista e ha chiesto un adeguamento del sistema italiano su modelli esteri in cui istruzione e attività sportiva sono integrate. Il ruolo della famiglia è stato invece descritto come fondamentale: a differenza di alcuni stereotipi che vedono genitori troppo pressanti, per questi atleti il sostegno dei genitori è stato una risorsa imprescindibile.

Vigilia, pronostici e atmosfera

Tra i pronostici per la tappa, i tre hanno indicato come favorito il danese Jonas Vingegaard, ma hanno anche segnalato la forma di Felix Gall e riposto speranze nel giovane italiano Giulio Pellizzari. L’evento ha registrato una nutrita partecipazione di pubblico e ha visto la presenza commossa dell’ex corridore valdostano Franco Vagneur, che ha richiamato ricordi delle corse di un tempo e ha espresso stima per i protagonisti. Alla fine, la serata ha unito aneddoti personali, confronti tecnici e l’orgoglio di una comunità che si prepara a vivere la tappa da Aosta a Pila.

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