13 Giugno 2026 ☀ 33°

Intervento complesso al Parini di Aosta: asportata una massa toracica e ricostruita la parete con titanio 3D

Al Parini di Aosta l'équipe di Chirurgia toracica diretta dal dott. Carlo Droz Blanc ha asportato una rara neoplasia che causava una significativa compressione della vena cava superiore e ha ricostruito la parete toracica con una placca in titanio stampata in 3D e una matrice acellulare biologica

Intervento complesso al Parini di Aosta: asportata una massa toracica e ricostruita la parete con titanio 3D

All’Ospedale Parini di Aosta un’équipe di Chirurgia toracica ha eseguito un intervento di sei ore per rimuovere una neoplasia toracica di rara estensione e ripristinare la integrità della parete toracica. La massa, che interessava strutture vitali, determinava una significativa compressione della vena cava superiore e dell’atrio destro, oltre a limitare l’espansione di una porzione del polmone destro.

L’operazione ha richiesto una pianificazione multidisciplinare e un approccio chirurgico estremamente specializzato per garantire sia l’asportazione completa del tumore sia la ricostruzione funzionale della parete toracica.

Dettagli dell’intervento chirurgico e scelta dei materiali

Per rimuovere la massa i chirurghi hanno proceduto con la resezione completa del quarto, quinto e sesto arco costale destro, estendendo l’incisione dallo sterno fino alla regione dorsale. Dopo la fase demolitoria è stata eseguita la ricostruzione della parete: è stata impiegata una placca in titanio stampata in 3D fornita da Osteobionixfissata allo sterno e ai corpi vertebrali per ripristinare la stabilità strutturale.

Uso della matrice biologica

La ricostruzione è stata completata con l’utilizzo di una matrice acellulare biologica (Permacol, di Medtronic/Covidien) per sostituire il foglietto di pleura parietale, cioè la membrana che riveste la parete interna della cavità toracica, il diaframma e lo spazio tra i polmoni. Questo accorgimento ha permesso di coniugare la rigidità meccanica del titanio con la compatibilità biologica della matrice, favorendo una migliore integrazione dei tessuti.

Equipe, anestesia e supporto specialistico

L’intervento è durato circa sei ore. In sala operatoria hanno operato come primi operatori Giovanni Donatiresponsabile della Struttura semplice Attività specialistiche, insieme al dott. Carlo Droz Blanc e a Victor Auguste Nigra. Alla procedura ha collaborato il responsabile di Neurochirurgiadott. Federico Pretti. Per garantire la sicurezza emodinamica, lo staff di cardiochirurgia e cardioanestesia dell’Ospedale Mauriziano di Torinoguidato dal dott. Paolo Centofantiera presente per un eventuale supporto di circolazione extracorporea.

La gestione anestesiologica è stata curata dal dott. Luca Amendolia e dalla dott.ssa Susanna Petrucciresponsabile della Struttura semplice Anestesia. Dopo la fase critica dell’operazione la paziente è stata trasferita in terapia intensiva per la sorveglianza postoperatoria.

Coordinamento multidisciplinare e pianificazione

La programmazione dell’intervento ha richiesto approfondimenti condivisi tra anestesisti, cardiochirurghi e cardioanestesisti, con un confronto tra l’équipe locale e specialisti dell’Ospedale Mauriziano di Torino. Il coordinamento clinico si è svolto anche nell’ambito delle riunioni di staff organizzate dal reparto di Cardiologia per i casi più complessi.

Il direttore sanitario dell’Usl ha sottolineato il valore dell’intervento eseguito in regione, evidenziando che le capacità tecniche dell’equipe diretta dal dott. Droz Blanc hanno fatto la differenza nella gestione di un caso così articolato.

Decorso postoperatorio e follow-up

La paziente, una giovane valdostana, è rimasta per 48 ore in terapia intensiva, reparto diretto dalla dott.ssa Erika Noèe poi è stata trasferita in Chirurgia toracica per il proseguimento delle cure. Non si sono verificate complicanze significative e, trascorsi dieci giorni, la paziente è stata dimessa e ha potuto tornare a casa.

Al controllo effettuato un mese dopo l’intervento tutto è risultato regolare e la giovane ha potuto riprendere l’attività lavorativa. Questi esiti confermano l’efficacia del progetto chirurgico che ha unito tecnologie avanzate e competenze multidisciplinari per risolvere un quadro di elevata complessità.

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